Civitavecchia

Civitavecchia. Movida, "Stupito dalla risposta della Galizia"

Anche Daniele Ceccarelli di Fli si esprime sul problema della "movida" civitavecchiese

Forse l'amica Simona Galizia dimentica di essere la delegata alle politiche giovanili del Sindaco Moscherini e quindi quando parla di “progettualità giovanile” e giovani che “hanno bisogno di credere in progetti concreti” dovrebbe fare mea culpa o per lo meno rivolgesi al suo Sindaco delegante e non ai Tidei visto la totale mancanza di una vera e concreta politica per i giovani da parte di questa amministrazione.

Simona ha pienamente ragione quando afferma che i giovani hanno bisogno di credere in progetti concreti e sottolineerei “concreti” e non di proclami e promesse non mantenute da parte di questa fallimentare amministrazione tanto per citarne alcuni: multisala, discoteca, centro polivalente giovanile, cittadella dello sport, ecc..

Simona inoltre, a mio avviso, farebbe bene a dire al suo Sindaco che la soluzione ai gravi episodi che sistematicamente capitano durante la “movida” civitavecchiese non è certo la videosorveglianza, tra l'altro di difficile attuazione e sicuramente non ne l'immediato, se questi episodi capitano a due metri da un comando di Polizia di Stato non sarà, a mio avviso, qualche telecamera a fermare queste persone che amano divertirsi provocando risse.

I mezzi di controllo come la videosorveglianza devono venire dopo un serio piano di prevenzione che deve passare inevitabilmente per una pianificazione e progettazione nel breve, medio e lungo termine, un vero e proprio “piano giovani”.

Io vengo da una splendida esperienza a Cipro precisamente nella città di Ayia Napa e vi posso assicurare che li era pieno di locali notturni e si ballava dalla 04 del pomeriggio a mare per terminare alle 08 della mattina nei locali che facevano i cosiddetti “after party” e anche di alcool ne veniva consumato molto, i prezzi di quest'ultimo molto bassi, ma vi posso assicurare che nei 10 giorni trascorsi li non ho visto il minimo accenno di una rissa in nessuno delle decine di locali che giravo quotidianamente e non si vedeva neanche l'ombra di un agente di polizia, questo per dire che a mio avviso non è una questione di bottiglie di vetro o di aumento di controllo delle forze dell'ordine ma è un problema molto più profondo che non può essere affrontato con superficialità.

Non è un tentativo di giustificare questi giovani, per il quale quando si comportano cosi ho imbarazzo anche a sentirmi loro concittadino, ma la mancanza di “qualcosa da fare” per i ragazzi nella nostra città è un dato di fatto, dovuto come ho detto prima all'assenza di una progettualità e di azioni concrete in tal senso e lasciatemelo dire, secondo me un ruolo lo gioca anche il cattivo esempio che a volte danno alcuni dei nostri amministratori.

 

Daniele Ceccarelli – Futuro e Libertà per l'Italia

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