Civitavecchia

Indagine sull'assegnazione delle casette del Villaggio della Solidarietà. Il Sindaco si difende dalle accuse

Moscherini: "ho agito con il solo obiettivo di aiutare la povera gente. Sono tranquillo. La Tidei invece conferma ancora di essere contro i poveri di questa città"

Il Sindaco Gianni Moscherini interviene a seguito dell’apertura di un’indagine da parte della Procura della Repubblica sulla vicenda che interessa il Villaggio della Solidarietà e le modalità di assegnazione degli alloggi che lo compongono. “Mi sento veramente onorato – afferma il Sindaco - di subire un’indagine per avere aiutato i più poveri della nostra città a risolvere un’emergenza abitativa che caratterizzava l’insieme delle loro difficoltà di sopravvivenza economica e sociale. È inoltre singolare, e al tempo stesso si commenta da solo, il fatto che la consigliera Tidei, appartenente alla famiglia ormai più ricca del territorio, abbia presentato un esposto alla Procura contro i poveri che stanno alloggiando precariamente nel Villaggio della Solidarietà di San Liborio. Vorrei ricordare alla città e a tutti i cittadini che sia lei che il padre facevano parte di quello schieramento di persone di sinistra, o pseudo tali, che fecero la loro dura battaglia per impedirci di costruire quelle case. Fummo anche in presenza di un ricorso al Tar – spiega Moscherini – che tuttavia fu puntualmente bocciato dal tribunale amministrativo in quanto completamente fasullo. Ebbene, questi soliti personaggi, che si alternano nel teatrino della politica cittadina da anni, ora vorrebbero far dimenticare ai poveri di Civitavecchia, nonché a tutte quelle persone che già alloggiano e che alloggeranno nel Villaggio della Solidarietà, la battaglia che hanno fatto per non farle costruire? Vogliono fargli dimenticare le chiacchiere con cui asserivano che lì ci sarebbe andato un campo rom? Stiano tranquilli, lor signori della sinistra antipoveri, che di case ne costruiremo altre. Gli alloggi di San Liborio – dichiara Moscherini – sono provvisori ed amovibili e saranno altresì abitati dai nuclei famigliari in difficoltà per il periodo strettamente necessario a soddisfare per lo meno l’esigenza di condurre una vita decorosa ed umana. Non appena le loro condizioni economiche volgeranno al meglio dovranno abbandonare questi alloggi per costruirsi un futuro diverso”. Moscherini entra dunque nel merito della vicenda sull’assegnazione degli alloggi temporanei. “La consigliera Tidei – sostiene – afferma che avrei dovuto fare un bando. Da questo, si capisce bene come lei abbia già un posto dove andare a dormire la notte, possibilità che invece non avevano tutti coloro che abbiamo collocato in queste case. Inoltre, bisogna ricordare che i provvedimenti assunti in condizioni di emergenza abitativa, soprattutto se si è in presenza di bambini, sono decisi immediatamente al momento della presentazione del problema da parte dell’interessato. Non si aspettano certamente i tempi biblici della burocrazia per l’espletamento del bando. Poi, gradirei che la consigliera Tidei mi spiegasse cosa avrei dovuto dire alla signora che, proprio ieri, mi si è presentata con in mano un foglio di sfratto coatto, senza un lavoro, divorziata e con due bambini a cui il marito passa un esiguo mantenimento. Allora, consigliera Tidei, che cosa dice di questo caso che non è altro che una goccia nell’oceano di questa città? A questa signora cosa avrei dovuto rispondere? Che doveva attendere un bando pubblico e magari farla dormire in auto insieme ai figli? Oppure ho fatto bene – prosegue – a mandarla in un albergo in attesa di un alloggio per l’emergenza abitativa? Mi rispondano su questo, lor signori, se ne sono capaci. Ecco perché ritengo che l’accusa che mi è stata rivolta sia fuori dalla realtà.

Ormai, questa pseudo sinistra che vive ricca, speculando sulle miserie della povera gente, lavora soltanto per distruggere l’operato di questa Amministrazione che si sta occupando, in una situazione difficile sul piano economico, della sopravvivenza delle fasce più povere della città. Perciò non mi meraviglio. Non avendo idee e neppure buona volontà, ma rispondendo soltanto al leit motiv del “tanto peggio tanto meglio” – commenta – questi signori mettono in campo lo strumento della denigrazione e della denuncia a fini politici per capovolgere le maggioranze, secondo una logica becera secondo la quale “chi vince perde e chi perde pretende di vincere”. La Procura della Repubblica, dal canto suo, è stata costretta ad intervenire sulla base del principio dell’obbligatorietà dell’azione penale e ritengo sia giusto che faccia il suo lavoro.

Personalmente – continua - sono tranquillo e sono al tempo stesso consapevole della mia onestà nel ruolo che ricopro che comporta il dovere di aiutare i cittadini più deboli. Per questi motivi, sono certo di non aver commesso alcun abuso e sono fiducioso che tutto si concluderà positivamente. La serenità della mia coscienza, inoltre, è dimostrata non solo dal mio secco rifiuto di accettare proposte di inserimento di unità famigliari fattami da qualche politico, fatto che credo sia la prima volta si verifichi nella nostra città, ma anche dalle numerose e mail e messaggi personali di apprezzamento che ho ricevuto da parte di molti cittadini i quali si congratulavano con me per aver assegnato gli alloggi sulla base di criteri oggettivi non legati alla politica, ma bensì alle esigenze della povera gente. Ho sbagliato? Credo di no. Anzi – conclude - annuncio la costruzione di altri alloggi per l’emergenza abitativa, così come annuncio querele nei confronti di chi, in queste ore, ha già diffamato la mia persona ed il mio operato”.

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