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Arsenico nell'acqua, Codacons prepara un mega ricorso al Tar del Lazio

Intanto il Ministro della Salute scrive alla Regione per ribadire l'urgenza di adottare piani di emergenza per garantire la fornitura d'acqua alla popolazione dopo la scadenza della proroga

Un mega ricorso al Tar del Lazio da parte dei residenti dei Comuni dove l'acqua è inquinata a causa dell'eccessiva concentrazione di arsenico. A promuovere l'iniziativa (valida anche per i residenti civitavecchiesi della zona Nord) è il Codacons: "Tutti i titolari di un'utenza idrica residenti nei Comuni elencati sul sito www.codacons.it possono agire per ottenere non solo il risarcimento dei danni subiti, ma anche la riduzione della tariffa dell'acqua".

Come si ricorderà infatti dal 1 gennaio 2013 sono scattate le ordinanze dei sindaci che vietano ai cittadini l'uso di bere l'acqua del rubinetto. Il termine concesso per la terza e ultima deroga, infatti, è scaduto il 31 dicembre 2012 e i lavori di adeguamento probabilmente - come scrivono su "help consumatori" - non termineranno prima del 2014.

Intanto a mobilitarsi per evitare l'ennesima multa da Bruxelles è il Ministro della Salute, Renato Balduzzi che fa sapere "che più volte ha sollecitato, soprattutto negli ultimi sei mesi, la Regione ad adottare con urgenza ogni misura per far fronte ai disagi della popolazione e ad occuparsi della vicenda in vista della scadenza dei provvedimenti di deroga".

Peccato però che le risposte ottenute dal Ministero non siano delle più rassicuranti. "Anche dopo il pesante parere del consiglio superiore della sanità del 19 dicembre scorso - proseguono su help consumatori - il Ministero ha richiamato la Regione Lazio, chiedendole di adottare gli interventi necessari per garantire i livelli conformi di arsenico nell'acqua potabile, rispettando l'obbligo di fornire alla popolazione interessata informazioni esaustive sull'acqua erogata, in particolare sulle limitazioni d'uso e sulle precauzioni da adottare per quella che supera i limiti imposti. Il 20 dicembre ha ribadito alla Regione Lazio l'urgenza di adottare piani di emergenza per garantire la fornitura d'acqua alla popolazione dopo la scadenza degli ultimi provvedimenti di deroga. Ad oggi la situazione non è ancora cambiata".

Intanto a Civitavecchia, i cittadini della zona Nord non sono ancora pienamente convinti della bontà dell'acqua erogata dalle fontanelle. La domanda è sempre la stessa: se l'arsenico è presente nell'acqua, come fanno queste fontanelle a filtrarlo dato che l'arsenico non si filtra? E c'è addirittura chi su facebook raccomanda di utilizzare acqua in bottiglia almeno per sopperire ai bisogni dei più piccoli. Questo anche in previsione di quanto denunciato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: "Un'esposizione prolungata nel tempo all'arsenico - aveva scritto l'OMS - contenuto nell'acqua potabile e nel cibo può causare cancro e lesioni cutanee. L'arsenico può essere associato anche a malattie cardiovascolari, effetti sullo sviluppo, danni al sistema nervoso e dibate"

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