Sabato, 18 Settembre 2021
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Acqua: è caccia agli evasori, 10 giorni per mettersi in regole

A lanciare l'ultimatum il sindaco Pietro Tidei che annuncia anche cambiamento nei prezzi di vendita dell'acqua all'Autorità Portuale: "Dovrà pagarci 2.30 euro al litro anzichè 0.71 euro"

Dall'emergenza quantitativa (rubinetti a secco) a quella qualitativa (alluminio e colibatteri) ora è arrivato il momento di affrontare anche l'emergenza economica. E così si apre la caccia agli evasori delle bollette del servizio idrico cittadino. Ad annunciarlo il sindaco Pietro Tidei che lancia l'ultimatum. "Tempo 10 giorni per autodenunciarsi regolando così la propria posizione nel confronti dell'ufficio acquedotti". Intanto partiranno i controlli. Ad effettuarli i tecnici del Comune e la Polizia locale. Una volta scovati gli evasori saranno puniti. Pena? Il pagamento delle bollette arretrate. E si va indietro almeno di 5 anni. Con l'autodenuncia invece, forse, il Comune potrebbe essere un po' più clemente.

Un provvedimento resosi necessario dopo la scoperta dei numeri. Quattordici milioni di metri cubi all'anno di acqua fornita (dato prelevato dalla media della fatturazione compiuta negli ultimi sei anni), 5 milioni di metri cubi all'anno di perdite stimate, 9 milioni di mc/anno di volumi erogati all'utenza (calcolata da quanta acqua passa attraverso il depuratore durante l'estate), 3 milioni e 800 mila mc/anno di volumi fatturati (ma non tutti pagano le bollette) e 5 milioni e 200 mila mc/anno di perdite amministrative. Insomma diversi gli evasori e i cittadini che non hanno mai stipulato contratti di allaccio alla rete idrica cittadina, ma che usufruiscono tranquillamente dell'acqua. Per un ammontare di 173 mc/anno di consumo pro capite per abitante (ben al di sopra della media italiana pari a 92 mc/anno). E con le casse del comune vuote e che soffrono, senza contare poi dei numeri decreti ingiuntivi da pagare, una holding da liquidare, un bacino (quello di Monte Augiano) da bonificare e riqualificare, un impianto di dearsenificazione da comprare (e non si sa ancora con quali soldi) le numerose perdite idriche cittadine (da 120 sono solo 10) i cittadini "devono contribuire a migliorare il servizio". Basta furbetti dunque.

E soprattutto basta con l'acqua venduta all'Autorità Portuale per soli 0.71 centesimi (e che rivende a 2.71 euro) "quando il comune l'acquista da Hcs a 0.88 centesimi. La tariffa va rivista - ha tuonato il sindaco Pietro Tidei - il porto dovrà pagare 2.30 euro al litro. Se la nuova tariffa non dovesse andare a genio all'Autorità Portuale, sarà libera di approvvigionarsi dove vuole, ma non dal comune. Preferiamo che siano i cittadini a pagare meno anzichè gli armatori".

Una situazione, quella in cui si trova il comune dovuta, secondo il delegato al servizio idrico Roberto Bonomi, al clientelarismo effettuato dalla precedente amministrazione: "Non si facevano pagare le bollette idriche in cambio magari di favori". Ma la nuova amministrazione non ci sta. A costo di punire gli evasori e gli abusi con l'interruzione del servizio (nel caso di attività commerciali) o di ridurre al minimo la portata idrica (nel caso di utenze private).

E in vista della nuova stagione estiva, periodo di maggiore richiesta di acqua in città e di carenza idrica per Civitavecchia, l'assessore ai Lavori Pubblici Miko Mecozzi ha annunciato che ad aprile, massimo maggio, partiranno dei nuovi lavori per il bacino dell'Oriolo. Ci sono infatti altre due perdite da sistemare per aumentare la portata di altri 10 litri al secondo, passando così da 45 l/s a 55 l/s.

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