Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Servizio idrico ad Acea, i cittadini si preparano alla mobilitazione

I dipendenti del servizio iscritti Filtcem e Cgil paludono alla soluzione annunciata dal sindaco Tidei e chiedono un'immediata e risolutiva decisione, finalizzata a salvaguardare un patrimonio indispensabile per l'intera popolazione

Appuntamento domani pomeriggio sotto palazzo del Pincio per protestare a viva voce contro la possibilità di cedere ad Acea la gestione del servizio idrico cittadino. L'annuncio è stato pubblicato poche ore fa su Facebook. L'ora dell'incontro è fissata alle 17. Ora in cui "ci sarà una riunione di maggioranza per decidere, a porte chiuse, ciò che accadrà al nostro servizio idrico".

Una notizia, insomma, quella data dal primo cittadino civitavecchiese che scontenta tutti. Da uno dei partiti di maggioranza (Sel) che ancora una volta si trova in netto contrasto con le posizioni assunte dal Sindaco (la possibile vendita di Hcs, la realizzazione del bosco Enel sotto la centrale, e ora l'acqua); fino ad arrivare anche al Comitato per l'acqua pubblica che non ci vede chiaro. Anzi vede proprio quello che vorrebbe far vedere agli altri: Tidei "sta già mettendo in pratica la privatizzazione trasferendo pezzo a pezzo la gestione ad Acea". Ma non solo. Tacciati di ingenuità quanti credono alle parole di quei consiglieri "che invocano l'intervento provvidenziale di Acea Spa come fosse un ente di beneficienza e non invece una società con scopi di lucro che chiede sempre in cambio di ogni prestazione la corrispondente contropartita". Da qui "si comprende facilmente - scrivono dal Comitato - che il trasferimento "provvisorio" della gestione di Oriolo e Nuovo Mignone prelude al passaggio definitivo di tutto il servizio". Ad essere invece poco chiaro per il Comitato che difende la "pubblicità" dell'acqua è "in quale sede è stato deciso" questo passaggio e "come possa avvenire in pratica questo trasferimento provvisorio di gestione con relativo passaggio di personale. Tidei e i privatizzatori stanno provando maldestramente a forzare e a compromettere la situazione, rendendo difficile ritornare indietro, per imporre contro ogni prassi democratica una scelta impopolare, perché contraria alla volontà espressa a stragrande maggioranza nel referendum per l'acqua pubblica e perché ribalta completamente gli impegni presi con gli elettori nel programma del centrosinistra". E proprio sulla scia di Sinistra ecologia e libertà che ha richiesto la convocazione di un consiglio comunale aperto sull'argomento, dal Comitato fanno sapere che dal 13 dicembre scorso la stessa richiesta era stata avanzata da parte loro all'amministrazione. Peccato però che "non sappiamo ancora se e quando il consiglio comunale verrà convocato".

Ma nel coro di "no ad Acea" che in questi giorni echeggia per la città portuale, c'è anche chi plaude alla soluzione trovata da Tidei. A battere le mani sono i dipendenti del servizio idrico iscritti Filtcem e Cgil che evidenziando "l'enorme difficoltà nel gestire attualmente tutti i processi necessari atti a garantire alla collettività, un servizio efficiente ed ottimale" si dicono favorevoli "a percorrere strade alternative a quelle attualmente praticate". Perché quelle odierne "non consentono di svolgere in maniera essenziale e continuativa i vari processi lavorativi inerenti la potabilizzazione delle acque captate". Tutto a causa di quegli impianti "prossimi a un punto di non ritorno" e che hanno "assoluto bisogno di investimenti massicci, fondamentali per il buon funzionamento degli acquedotti stessi".  Motivo per cui chiedono all'amministrazione "un'immediata e risolutiva decisione, finalizzata a salvaguardare un patrimonio indispensabile per l'intera popolazione. Un nuovo, ulteriore ritardo - concludono - non è più tollerabile, essendo la situazione generale degli acquedotti comunali giunta a una criticità ormai irreversibile".

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