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Civitavecchia

Scempio alla frasca: tremila pini abbattuti

Il comune all'oscuro, le associazioni ambientaliste stupite dei pini colpiti, i cittadini sconvolti

Ieri mattina alle 8.00 in molti si sono dati appuntamento alla Frasca. Il Forum Ambientalista e la sezione locale di Italia Nostra, con Simona Ricotti e Roberta Galletta hanno denunciato lo scempio che è stato fatto  ai pini dalla ditta ‘Palanzana snc’ di Viterbo, incaricata dall’Arsial di eseguire un intervento fitosanitario su alcuni pini malati. A quanto pare però dall’intervento attuato nella scorsa settimana, in un solo colpo, sono stati colpiti tremila esemplari, sia nella parte che confina con la pescicoltura che quella all’interno, poco visibile da chi percorre la strada vicino al mare. Sul posto anche gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, in attesa della ditta appaltatrice e dei dirigenti dell’Arsial per un riscontro delle autorizzazioni.

Peccato che la ditta operatrice non si è presentata all’appuntamento previsto. Gli insetti che andrebbero a colpire i pini marittimi, ammalandoli fino alla morte, sono i Blastofagi dei Pini Tomicus destruen, che andrebbero ad attaccare il fusto, i rami e i rametti degli alberi delle pinete in condizioni stazionali difficili o nelle quali non sia stato prontamente sboscato materiale da schianti o derivante da utilizzazioni. I sintomi di questi parassiti sono rilevabili a distanza, perché i pini possono subire intense potature delle chiome che divengono trasparenti. Gli attacchi ai tronchi invece determinano ingiallimenti e arrossamenti generalizzati delle chiome.

Per quanto riguarda un esame attento e ravvicinato, in quel caso svolto da un esperto in materia, si può notare la presenza sul terreno di getti verdi svuotati assialmente. Sollevando le cortecce del fusto si osservano gallerie sottocorticali verticali o a graffa, libere da rosura, da cui si dipartono le gallerie larvali, più piccole a lume crescente, ripiene di rosura. Il periodo in cui è più visibile il danno prodotto da questi insetti è l’autunno e l’inverno se si guardano le fuoriuscite a terra particolarmente evidenti, mentre l’arrossamento delle chiome risulta particolarmente repentino in primavera.

Per cui, l’intervento in rispetto delle norme fitosanitarie andava fatto con un abbattimento ed abbruciamento o cippatura delle piante deperienti con chiome ingiallite, che costituisce un requisito importante per ostacolare lo sviluppo di pullulazioni di questi coleotteri, sempre pronti ad approfittare di piante singole e nuclei di pini debilitati per varie cause creando pericolosi focolai d’infestazione. Nelle pinete interessate da tagli fitosanitari, per contenere ulteriormente le popolazioni di Blastofagi è possibile allestire tronchi esca sui quali attirare gli adulti di questi insetti, da distruggere tempestivamente prima dello sfarfallamento della nuova generazione del fitofago. Chimicamente dove ritenuto necessario e praticabile le cataste su cui attirare gli adulti possono essere trattate con insetticidi che agiscono per contatto.

Tutto questo è accaduto oltre la parte malata della pineta. Dei pini abbattuti solo alcuni sono segnati con della vernice rossa per segnalare pianta malata e si può notare, dai tronchi rimasti nel terreno, la fuoriuscita di resina, segno quindi, che la pianta è ancora viva e sana. Simona Ricotti del Forum Ambientalista si è impegnata anche nel segnalare il fatto alla Procura della Repubblica che ha già contattato la Guardia Forestale.

Il presidente locale di Italia Nostra Roberta Galletta, ha invece più volte provato a contattare telefonicamente l’Arsial, sentendosi sbattere il telefono in faccia dal dirigente area studi e progetti Claudio di Giovannantonio. “Perché l’intervento fitosanitario non è stato  comunicato ai cittadini e soprattutto – sottolinea la Galletta – su quale base questa strage?”. Lo stesso Arsial, che si è scoperto abbia comunicato al solo assessore al Mare Andrea Pierfederici la delibera per l’intervento fitosanitario. Il Comune di Civitavecchia però, a tale proposito, sembrava essere estraneo a tutto. “Io sono stato informato dall’Arsial il 17 maggio per questo intervento fitosanitario – dichiara l’assessore al Mare – e anch’io non comprendo perché non sia stato informato l’assessorato competente in materia. Comunque in quanto ente locale, il comune di Civitavecchia non può controllare l’operato di un istituzione superiore come l’Arsial che tra l’altro opera su un terreno di sua proprietà, e che tramite una gara pubblica regionale, ha incaricato questa ditta di attuare l’intervento fitosanitario”. L’assessore all'ambiente Leonardo Roscioni ieri mattina anche lui alla Frasca, è rimasto basito dei cumuli di pini abbattuti, e come lui all’oscuro di tutta la faccenda, anche l’assessore al verde Frascarelli, che è intervenuto in una conferenza stampa ieri mattina insieme a Pierfederici: “Non capisco perché l’amministrazione comunale non sia stata avvertita, almeno per comunicarlo alla cittadinanza – accusa Frascarelli – questa è una cosa vergognosa”. È durante l’affermazione contraddittoria di Frascarelli a quella di Pierfederici, che l’assessore al mare decide di abbandonare la conferenza senza una parola di congedo.

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