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Ztl, è polemica in Municipio per l'impennata dei permessi: maggioranza divisa

D'accordo con la linea Improta il minisindaco Sabrina Alfonsi. "In linea con le politiche di alleggerimento del traffico". Di altro avviso il presidente del Consiglio di via della Greca, Yuri Trombetti: "Una follia"

Residenti spazientiti, maggioranza spaccata e forse un dietrofront. I varchi elettronici fanno discutere la City romana. Nel tanto agognato bilancio di previsione 2014 c'è anche l'aumento dei permessi Ztl, e per i cittadini del centro storico il conto è salato. 

Da 94 euro a 1.016 euro per cinque anni per i veicoli fino ai 19 cavalli fiscali, da 110 a 1.216 euro per quelli fino ai 23, oltre questa soglia si arriverà dai 125 iniziali fino a 1.416 euro. Un incentivo a usare i mezzi pubblici limitando l'uso delle quattro ruote e un'entrata in più per le casse capitoline. Sacrosanto per qualcuno, follia per qualcun altro.

Ad alzare il polverone ci pensa subito il Codacons, che raccoglie il malcontento di parte dei residenti, definendo gli aumenti "palesemente illegittimi" e minacciando il ricorso al Tar. Poi ci sono i cittadini. In molti davanti alle nuove tariffe, schizzano dalla sedia. "Vi pare normale che per rientrare a casa devo pagare più del mille per cento di quanto pagavo prima?". Per Annarita no, non è normale. Lei che abita da vent'anni rione non riesce a capacitarsi "dell'ingiustificabile stangata". 

Come lei, altri si lamentano. Medea lo fa su Facebook, scrivendo direttamente sulla bacheca della presidente del Municipio, Sabrina Alfonsi. "Presidente, perché devo pagare un pass per rientrare in casa mia il venerdì sera e il sabato sera dopo le 23?". Altri con ironia la ringraziano "per il piccolo aumento". Ma il minisindaco dal canto suo ha le idee chiarissime e, tutto sommato, si allinea a quanto deciso e annunciato dall'assessore alla mobilità capitolino, Guido Improta. 

Prima di tutto precisa: "La delibera va letta con attenzione, il primo permesso non viene toccato, gli aumenti scattano solo a partire dal rinnovo quinquennale". E comunque "stiamo rispettando gli impegni presi in campagna elettorale, alleggerire il traffico nel centro storico è tra i nostri obiettivi primari". Detto questo, "con il piano di rientro la promessa è di abbassare comunque le tariffe per i residenti".

Un piccolo passo indietro che troverebbe conferma anche in Campidoglio: l'impegno, in sede di approvazione del bilancio, è quello di trovare coperture per ammorbidire la tassa, limitatamente alla prima auto, magari modulandola in base alla capacità contributiva. Solo dichiarazioni d'intenti. Per il momento i romani si tengono la nuova gabella.   

D'accordo con la Alfonsi il presidente del Pd Roma, Tommaso Giuntella. "Fanno bene sindaco e giunta comunale a mettere in campo tutti gli strumenti utili a disincentivare l'utilizzo dell'automobile per chiunque possa farne a meno. Roma deve seguire l'esempio delle altre capitali e citta' europee, svuotarsi delle automobili e riempirsi di persone". Ma, all'interno della maggioranza, c'è chi storce il naso. 

"La giunta del comune di Roma ha deciso di aumentare il permesso ztl da 94 euro a 1200 euro, è una pazzia, mi batterò contro questa assurdità". Il presidente del consiglio municipale, Yuri Trombetti, e i consiglieri Naim, Marin, Secchi e Lilli hanno firmato ieri mattina una mozione per chiedere di bloccare immediatamente gli aumenti decisi in giunta. 

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Dalle file di Sel invece dito è puntato contro "l'aumento indiscriminato delle tariffe". La soglia ISEE prevista nella delibera di 15mila euro "va alzata". "Vanno previste una serie di fasce intermedie di spesa - dichiarano i consiglieri municipali Cioffari, Manca e Argilli - perché non si può gravare allo stesso modo su una famiglia che ha un reddito di 20.000 euro l’anno rispetto ad un nucleo familiare che supera 150.000".

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