Sabato, 12 Giugno 2021
Trastevere

Massimo Fagioli, una targa per ricordare lo psicoterapeuta luminare delle sedute collettive

Amato e apprezzatissimo psichiatra e terapeuta, ha radunato intorno a sé molti seguaci e proposto approcci innovativi. Il I Municipio gli dedica una targa in Trastevere

“Una targa per Massimo Fagioli in via Roma Libera a 90 anni dalla nascita. Una data storica per le centinaia e migliaia di persone dell’analisi collettiva. Il 19 maggio, a 90 anni dalla sua nascita, il Municipio I Roma Centro apporrà, in via di Roma Libera, a Trastevere, una targa commemorativa per Massimo Fagioli”: così recita il comunicato di Venti Secondi, uno dei molti website dedicati alla memora dell’amato psichiatra e psicoterapeuta di origini marchigiane che, dopo il suo percorso formativo, si è stabilito nella capitale per esercitare la sua professione. Padre di approcci terapeutici innovativi, Fagioli è stato seguitissimo, molto apprezzato e a volte celebrato; fondatore della rivista Il sogno della Farfalla, è stato anche contributore costante del magazine Left oltre ad aver pubblicato diversi lavori e libri per la casa editrice curata dal figlio, L'asino d'oro.

L’analisi collettiva nasce proprio a Roma quando Fagioli, dopo il suo percorso formativo in Italia e all'estero viene chiamato all’Università La Sapienza dal dottor Nicola Lalli, responsabile psichiatrico dell’ateneo capitolino. Fagioli apre le porte dei dipartimenti consentendo a cittadini e interessati, in massima parte provenienti dagli ambienti della sinistra extraparlamentare, nonché intellettuali e artisti, di assistere ai suoi incarichi di supervisione su specializzandi e colleghi medici: dal 1980 queste sedute si terranno appunto nel Rione di Trastevere, presso lo studio privato dello psichiatra. Fagioli, figura eclettica con un pensiero di passaggio fra la psichiatria, la psicologia, la sociologia e la riflessione politica, era convinto che contassero non i punti di partenza dei soggetti che sceglievano il percorso terapeutico ma le dinamiche sociali che si innescavano nel gruppo, le relazioni che si intersecavano nel collettivo dei partecipanti.

La riflessione dell’uomo come animale sociale è centrale nel suo principale contributo scientifico, ritenuto fondamentale, quello della teoria della nascita. “Per l’essere umano che “viene al mondo” il mondo non umano non esiste. Esiste soltanto il rapporto tra esseri umani”, ha scritto Fagioli su Left nel 2016: secondo il medico il contatto della luce con la retina del neonato innesca la dinamica della vita e al contempo il desiderio di proseguirla: “Il bimbo può stare solo soltanto per dodici ore; e ho visto che può attaccarsi al seno della madre e continuare a vivere soltanto se ha realizzato la capacità di immaginare che questo seno ci sia”, ha spiegato Fagioli in un altro intervento. Ciò premesso, secondo Fagioli la mancanza di una figura di attaccamento e dunque una disfunzione nel rapporto affettivo con le figure genitoriali, creeranno i presupposti mentali subconsci su cui si potrà poi sviluppare il fenomeno psicopatologico.

Massimo Fagioli è scomparso nel 2017 dopo una rilevante attività terapeutica, pubblicistica, scientifica e di docenza. “Abbiamo appena scoperto la targa in ricordo dei 90 anni della nascita di Massimo Fagioli davanti al suo storico studio di via Roma Libera, 23. Un piccolo gesto, quando incontra il cuore di tante e tanti, diventa grande” ha scritto su Facebook Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio Roma Centro, a commento della commemorazione. Centinaia i presenti: ”Quello di oggi”, ha aggiunto Marcella Fagioli, “non è un semplice elogio celebrativo. È importante essere qui per mantenere la memoria della sua vita e riconoscere la grandezza dell'essere umano, del teorico, dello scienziato, del medico e dello psichiatra. Di una persona che dopo aver proposto una teoria sulla mente umana, nota come la teoria della nascita, ha poi inventato l'analisi collettiva che ha coinvolto migliaia di persone, molte proprio in questo rione”.

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