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Ztl Testaccio, si infiamma la polemica: "Sì ai varchi, ma senza gabella"

Assemblea pubblica al mercato rionale per discutere del progetto Ztl. La sperimentazione con i varchi elettronici partirà dal 6 settembre. E intanto tra i cittadini monta la polemica

Dall'occhio umano, a volte distratto, all'occhio elettronico, ineludibile. A Testaccio si discute di Ztl e di nuovi, possibili, provvedimenti. Lo si fa al mercato del rione nella forma dell'assemblea pubblica, ormai marchio di fabbrica della nuova mini giunta. Presenti all'appello la presidente Sabrina Alfonsi, l'assessore alla Mobilità, Anna Vincenzoni, e un ingegnere di Agenzia per la Mobilità. Da una parte i politici, dall'altra i tecnici. E poi ci sono loro, i cittadini, che animano un dibattito a dir poco infuocato. 

GIUNTA NUOVA, PROVVEDIMENTO VECCHIO - La premessa è doverosa e il minisindaco mette subito le mani avanti. "Parliamo di un provvedimento voluto dal precedente governo, bloccato da noi prima di entrare in vigore (il giorno dopo le scorse elezioni, ndr) e pronto per essere discusso ed eventualmente rivisto". In sostanza si tratta di proseguire con il regime di limitazione del traffico privato, sostituendo alla vigilanza della Municipale i varchi elettronici. San Lorenzo e Trastevere docent. 

DAL VIGILE AL VARCO - "La ztl esiste già da anni - specifica Agenzia per la Mobilità - con il provvedimento in corso di definizione si va a strutturare il sistema assicurando il rispetto dei limiti con i varchi". Dieci in totale, già costruiti e pronti per essere attivati in via di sperimentazione a partire dal 6 settembre per 30 giorni. Quattro su Lungotevere Testaccio, tre su via Marmorata, due su via Zabaglia e uno su via Franklin. Il tutto con alcune modifiche ai sensi di marcia (CLICCA SULLA MAPPA A DESTRA) al via dal 5 agosto. E in attesa di sperimentare si ascolta la cittadinanza, che solleva un polverone forse inaspettato.foto-9-5

I COSTI - In linea teorica non cambia nulla: dove veniva semplicemente verificato il certificato di residenza e quindi il diritto a passare la soglia segnata dai vigili, ci sarà un lettore ottico per riconoscere l'apposito pass attaccato al mezzo. Pass da richiedere appositamente al Comune di Roma che, ovviamente, ha un costo: 77 euro ogni cinque anni la prima macchina, 103 la seconda, 150 la terza. A dire il vero per i cittadini di ovvio c'è poco. E qualcuno alla parola "costi" scatta dalla sedia. 

"GABELLA VERGOGNOSA" - "Vi pare normale che io debba pagare per tornare a casa mia?", "Testaccio è un quartiere proletario, non è certo la Roma bene. Qui non ci possiamo permettere di pagare proprio nulla, siamo in tempo di crisi, ve lo siete scordato?". E ancora: "C'è poco da discutere, il costo dell'operazione dev'essere zero". Accanto alle stilettate contro la "vergognosa gabella" qualcuno prende la parola e oltre a demolire prova anche a proporre. "Invece di gravare sui residenti potrebbe pagare chi entra da fuori". Gratis per i residenti e a pagamento, salato, per i 'forestieri'. 

E se invece semplicemente si accettasse che i servizi si pagano e che i rioni del centro storico non sono fatti per essere attraversati dalle auto in lungo e in largo? Qualcuno che accetta di pagare, e non vede come si possa pretendere il contrario, c'è. "Sono 77 euro per 5 anni, si tratta di rinunciare a un paio di caffè. Dove finiscono i soldi? Nella nostra salute, ecco dove". 

L'ORARIO - Piuttosto, per far sì che non siano soldi buttati, qualche nodo andrebbe rivisto. Primo fra tutti e su cui tutti concordano, l'orario: "Far partire la Ztl dalle 23 è inutile". I cittadini la vogliono all'unanimità almeno dalle 21, se non dalle 19. Altrimenti il quartiere viene invaso comunque. Poi c'è via Galvani, altra questione spinosa. 

VIA GALVANI - La strada cuore della movida del quartiere nonché accesso principale a via di Monte Testaccio, ben nota per la schiera di locali notturni che la popolano, è rimasta libera dai varchi. Per molti l'esclusione è totalmente "incomprensibile". Perché tenere fuori una delle vie più critiche in termini di traffico e accesso delle auto? Dalle istituzioni rassicurano: "Valuteremo un possibile inserimento". 

Ma, e il minisindaco lo sottolinea, "la ztl è una misura legata alla mobilità, non alla risoluzione dei problemi legati alla movida". E in mezzo alle questioni trasversali spuntano le piccole magagne. Da chi ha una seconda auto per lavoro a chi abita nelle strade confinanti, da chi semplicemente i varchi non li vuole a chi, contrario, propone un referendum. Che tra l'altro non è escluso. Intanto, comunque, sperimentiamo. E vediamo se il gioco può valere la candela.  

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