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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Testaccio

A Testaccio il ciak selvaggio e gratuito: "Un film a settimana e la città non ci guadagna niente"

A sollevare il caso il presidente del Consiglio municipale della city romana, Yuri Trombetti, residente a Testaccio: "Una delibera del 2004 stabilisce che se giri solo a Roma puoi farlo gratis"

Cinquecentosessanta metri quadri di suolo pubblico per camion, cineprese e camerini degli attori. A costo zero. E va bene che la cultura è sempre da incentivare, ma quando è troppo i testaccini si ribellano. Nel rione centrale della Capitale si gira quasi un film a settimana, e tra strade chiuse, parcheggi e spazi per bambini sottratti alla pubblica fruizione, sono in tanti a lamentarsi. Specie se si scopre che la città non ci guadagna niente. 

"Mi sono rivolto agli uffici del dipartimento Cultura del Campidoglio, per capire chi dà i permessi, quando e in base a quali criteri e per sapere anche se era possibile eventualmente destinare gli introiti del suolo pubblico alla riqualificazione del rione". A sollevare il caso è il presidente del Consiglio municipale della city romana, Yuri Trombetti, residente a Testaccio, che uscita da palazzo Senatorio grida allo scandalo. 

"Non c'è nessun introito per la città di Roma, perché in base alla delibera 44 del 2004 chi gira scene di un film esclusivamente a Roma lo fa gratis. A dare l'ok sono i vigili urbani, e non si capisce come sia possibile che venga dato parere positivo sempre e comunque in un quartiere come il nostro dove già insiste il cantiere del pup di via Volta e tantissimi feste e iniziative estive, che rubano ai residenti una settantina di posti macchina, ". 

Già, perché a Testaccio il parcheggio è sacro e chi lo trova quasi festeggia. Così quando è l'ora del ciak, parte la strage di multe e carroattrezzi, perché sono tanti i cittadini che la macchina non la spostano proprio, un po' perché non sanno dove metterla, un po' perché non vedono i cartelli, "che tra l'altro non mostrano quasi mai la determina dirigenziale". 

Ma il municipio non ci sta e annuncia battaglia. "Con la presidente Sabrina Alfonsi stiamo provvedendo a un atto di consiglio per chiedere di regolamentare la questione, e in tempi di crisi come oggi di far pagare la quota dovuta anche a chi riprende film e crea evidenti disagi al quartiere". 

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