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Piazza Testaccio: dai cittadini arriva la diffida al Sindaco

I cittadini di Testaccio diffidano il sindaco. Gli abitanti del quartiere si oppongono alla mancata applicazione del progetto partecipato e condiviso per la piazza del quartiere

C'è rabbia tra i cittadini di Testaccio e, ancora una volta, pomo della discordia sono i lavori per la nuova piazza. La popolazione risolleva l'ascia di guerra e questa volta lo fa diffidando il Sindaco.

ASSENZA DI COMUNICAZIONE - “Hanno chiuso le paratie alla comunicazione”, afferma il presidente dell'associazione "Piazza Testaccio", Paolo Trevisani, "un marciapiede perimetrale e un ampio centro recintato è quello che avremo. Un cantiere senza soldi, lì a futura memoria".

GLI ABITANTI DI TESTACCIO - Cosa vuole la popolazione di Testaccio è chiaro da molto tempo: che si renda giustizia ad una piazza ottocentesca, che si riconosca il suo valore simbolico di cuore del quartiere, ma anche il suo valore reale di luogo fisico vissuto dai cittadini. E invece la piazza, un tempo resa viva dal mercato ora coperto, è ormai un luogo desolato, la fontana delle anfore non è ancora stata ricollocata e i cittadini hanno partecipato a un referendum per impedire la costruzione di una cancellata di ferro con cui recintare Piazza Testaccio.

L'ASSOCIAZIONE 'PIAZZA TESTACCIO' - Il comitato “Piazza Testaccio” è nato qualche anno fa all'insegna del sentimento condiviso dalla cittadinanza di prendere parte alla ricostruzione e alla rinascita di un luogo amato e vissuto. Gli abitanti si sono impegnati concretamente nel lavorare accanto all'amministrazione competente, proponendo e facendo approvare un progetto di riqualificazione. Per l'operazione erano stati garantiti fondi per 900.000 euro. Di questi finanziamenti, solo 600.000 hanno realmente visto la luce: apparentemente a causa dei tagli dovuti al Patto di Stabilità del Governo Monti.

GARA D'APPALTO A SORPRESA - Ma c'è di peggio. E' stata aperta una gara per l'appalto della piazza, portata a termine e aggiudicata. Il tutto senza consultare i cittadini di Testaccio, che hanno appreso la notizia solo a conti ormai fatti. Una gara rapidamente conclusa in prossimità delle elezioni e che lascia parecchie perplessità, non solo per la velocità con cui è stata gestita, ma anche per il taglio notevole di fondi con cui il cantiere, ormai avviato, dovrà fare i conti. La paura dei Testaccini è che, pur di portare a termine in fretta questi lavori, la loro piazza si trasformi in una spianata di mattonelle e che la fontana resti dov'è.

LA DIFFIDA DEL 26 APRILE - Vergognoso, sostengono i cittadini, che, dopo tre anni di strategie di riqualificazione condivise con la cittadinanza locale, l'amministrazione abbia deciso di fare a modo suo, senza consultare gli abitanti e lasciando che questi prendessero atto dei provvedimenti a partire dal fatto compiuto. Lo scorso 26 aprile, Paolo Trevisani aveva diffidato l'assessorato a “dare attuazione alle opere di sistemazione di Piazza Testaccio con modifiche e riduzioni del progetto partecipato e concordato”. Il comitato cittadino aveva chiesto di poter visionare i nuovi progetti comunali: “Ma quando siamo stati convocati e ci hanno detto che la gara era già stata assegnata e che i lavori sarebbero comunque partiti, gli abbiamo detto di tenerselo il loro progetto”, esclama indurito l'architetto.

LO SCONFORTO DEI CITTADINI - Ai Testaccini non resta che attendere il proseguo dei lavori. Intanto della piazza di Testaccio resta ben poco. Un ambiente degradato che poco conserva dell'aspetto di un tempo e che fa compagnia agli altri due cantieri che soffocano la popolazione, il parcheggio e il campo del quartiere. “Studieremo i nostri passi”, ci dice ancora Trevisani, “Intanto cerchiamo di capire se le cose sono state fatte in maniera corretta”.

L'EX PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE - Parole di sconforto anche quelle dell'ex presidente dell'associazione "Piazza Testaccio", Luigi Valenza: “Mi sono allontanato perché la situazione non era vivibile. Non offro più le mie consulenze perché non mi piace come sta andando avanti questa storia”.

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