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Riprese cinematografiche gratis, il municipio in pressing: "Comune riveda la delibera"

La richiesta in una direttiva di giunta: "Stop a disagi per i residenti"

Un atto in giunta per chiedere regole più stringenti. Sui permessi per i "ciak" nel Centro storico di Roma, il I municipio prosegue la sua ormai storica battaglia. Chi gira un film a Roma le tasse non le paga in virtù di una vecchia delibera (n.44 del 2004) che l'allora sindaco Walter Veltroni - molto attento al tema - confezionò per rilanciare l'immagine della Capitale. 

La conseguenza? Mille disagi per i residenti dei quartieri coinvolti tra cineprese, camera car, furgoni per camerini e regia che occupano indisturbati la strada sottraendo preziosi parcheggi auto, vedi Testaccio e San Saba. Tutto senza nemmeno un minimo risarcimento. Da qui la richiesta del I municipio a guida dem con una direttiva di giunta dello scorso 6 dicembre. La competenza è comunale, del dipartimento Cultura che rilascia le occupazioni di suolo pubblico per le riprese cinematografiche, ma il parlamentino tenta di pressare con tutti gli strumenti possibili. 

Si chiede dunque di limitare la frequenza delle riprese, cercando di coniugare la promozione della città sul piano culturale alla "legittima esigenza dei residenti di non subire troppi disagi", di "definire con il municipio aree e modalità idonee alle riprese, inibendo la prossimità con l'ingresso di abitazioni". E ancora di promuovere presso l'assemblea capitolina "una revisione della delibera 44/2004 per aggiornare tariffe e modalità di esenzione" e di essere informati tempestivamente come municipio sui rilascio delle Osp, e "di predisporre un link sul sito istituzionale". Insomma, serve un cambio di rotta. La palla sul tema passa al Campidoglio. 

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