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Minimarket, il I municipio boccia la delibera del M5s: "Un danno per i nostri rioni"

Il voto al regolamento licenziato dalla giunta Raggi lo scorso 10 agosto

Passi indietro sulla tutela delle attività storiche, liberalizzazione delle somministrazioni, nessun divieto per friggitorie e gelaterie. Nel migliore dei casi "un'occasione persa", nel peggiore "un danno per i nostri rioni che già soffrono". Il Consiglio del municipio I boccia la delibera capitolina che contiene il Regolamento per le attività commerciali e artigianali nel territorio della Città storica, meglio conosciuta come delibera minimarket e licenziata dalla giunta Raggi "guarda caso in pieno agosto, dopo mesi di niente". Il testo, firmato dall'assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Adriano Meloni, viene respinto praticamente da tutti i gruppi consiliari municipali, tranne i Cinque stelle, rappresentati questa mattina in Aula soltanto da Giusi Campanini. Insieme al parere contrario, il Consiglio ha approvato anche una serie di osservazioni che vanno dalla necessità di allargare gli ambiti territoriali di riferimento alle tipologie commerciali prese in considerazione.

Tutto sul nuovo regolamento

Eppure, la necessità di regolare il commercio in Centro "viene da lontano", ha detto la dem Sara Lilli, che ha sottolineato la "situazione emergenziale" in cui versa il comparto nel territorio della City. "Le premesse di questa delibera sono dunque condivisibili - ha detto - perchè non si tratta di penalizzare le attività, ma di eliminare la mancanza di equilibrio che oggi c'è tra le attività dedicate al food e quelle artigianali". E la tutela delle attività storiche passa anche per il divieto di aprire ad altre realtà che a oggi, secondo il Consiglio municipale, stanno fagocitando il Centro storico. "Il testo non parla di librerie e gallerie, che sono un escamotage per continuare a vendere food, e non parla nemmeno di un divieto per le gelaterie" ha aggiunto Lilli, mentre Nathalie Naim (Radicali Federalisti Laici Ecologisti) ha ricordato anche il problema dei negozi di souvenir che "stanno distruggendo l'artigianato storico e i servizi essenziali e spesso sono in mano a infiltrazioni della criminalità organizzata".

Poi c'è la questione degli ambiti territoriali che il I Municipio chiede di allargare, inglobando anche realtà come San Lorenzo e Ponte Milvio. Insomma, "se le premesse sono giuste, perchè delle regole vanno date, tutto il resto è sbagliato e a questo punto non si capisce se i Cinque stelle siano in malafede o non riescano a scrivere", ha aggiunto Matteo Costantini (Democratici e Popolari Più Roma), per il quale in ogni caso "non si può dare parere favorevole al testo". 

Il Consiglio ha approvato una serie di osservazioni che, articolo per articolo, passano in rassegna la delibera Meloni emendandola in molte sue parti. "Non vogliamo assolutamente che si torni indietro - ha detto infine la presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, presente in Aula - e speriamo di riuscire a migliorare la delibera. Per questo il Consiglio municipale ha approvato delle osservazioni al testo. Una su tutte, la tutela delle attività tutelate che nel testo del Campidoglio passa da cinque a tre anni: dunque si torna indietro, mentre si diminuiscono le categorie tutelate e si lascia ampio spazio addirittura alle somministrazioni"

(Fonte Agenzia Dire)

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