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Centro Trastevere / Via di San Crisogono

I Municipio, una 'rete' per chi fa cultura: nasce il registro di teatri e associazioni

Un tavolo culturale al quale hanno già aderito quasi 500 realtà. La presidente Alfonsi: "Da ora cambieremo metodo, sosterremo le realtà culturali con gruppi di lavoro tematici"

Una rete per la cultura, che permette a teatri e associazioni attivi sul territorio di entrare in contatto con le istituzioni, di farsi conoscere sul web. Il I Municipio si fa pioniere del primo registro di chi fa cultura nel centro storico. Un nuovo tavolo culturale oggetto di discussione sabato scorso in un incontro, partecipatissimo, alla Casa delle Culture di via San Crisogono.

Già quasi 500 le associazioni e le persone che hanno aderito all'iniziativa, tra queste il teatro dell’Orologio, il teatro dell’Ascolto, l’Associazione Libera, la scuola popolare di musica di Testaccio, la Federazione nazionale scrittori Audio e Video. 

Tra le proposte del Municipio, esposte dall’assessore municipale alla cultura Andrea Valeri: la costruzione di un ufficio per i bandi europei, un osservatorio degli spazi da rigenerare e l’impegno per un reale decentramento amministrativo. Nell’incontro è stato presentato un sistema sperimentale di raccolta dati sotto forma di Open Data, realizzato da Artis Open Source. Un sistema che permetterà a tutti gli operatori culturali e a chiunque sui social network e sui blog si esprima sul tema cultura, di monitorarsi ed entrare in contatto. 

“Oggi abbiamo un albo che conta 48 realtà culturali, mentre dal monitoraggio che il Municipio sta facendo in questi giorni ne risultano già 7000. Vuol dire che l’amministrazione non conosceva nessuno – ha detto Sabrina Alfonsi, presidente del Municipio Roma I – da ora cambieremo metodo, sosterremo le realtà culturali a partire dall’istituzione di gruppi di lavoro tematici per utilizzare al meglio le risorse disponibili”.  

“La rete è fondamentale per confrontarci e accelerare i processi di cambiamento – ha detto l’assessore capitolino Flavia Barca – Le realtà culturali devono essere ascoltate e messe a sistema, garantendo l’interesse pubblico. Mi piacerebbe che questa occasione segni l’inizio di un percorso di lavoro insieme”.

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