Sabato, 18 Settembre 2021
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Via Urbana pedonale, è scontro: oltre mille le firme, ma c'è chi lancia l'allarme movida

Due comitati uno contro l'altro. Il primo che ha fatto partire la campagna per la pedonalizzazione, il secondo che ne sta portando avanti una parallela per impedire che il progetto prenda piede. E suggerisce un piano alternativo: i parapedonali

Foto dalla pagina Facebook Via Urbana Pedonale

Una raccolta firme e una contro raccolta firme. Qualche commerciante che ha lanciato l'idea e la sostiene senza remore, qualche altro che suggerisce di pensarci bene, perché il rischio di fare peggio che meglio è concreto. Su via Urbana pedonale è scontro, e il progetto per la chiusura al traffico dalla storica strada monticiana è in balia delle polemiche. La cittadinanza è spaccata in due, con ragioni da esporre e tesi da argomentare, tutti in attesa di un parere unanime dal Municipio. Ma partiamo dall'inizio. 

"CON STRADA CHIUSA FATTURATO AUMENTATO" - Sull'antico Vicus Patricius, da marzo a dicembre, nel tratto tra via degli Zingari e via Panisperna, ha lavorato Italgas. La porzione di strada è rimasta chiusa. Sebbene la parola cantiere sia troppo spesso sinonimo di noie e disagi, qui qualcuno ne ha beneficiato. Perché non farla diventare pedonale? "Via Urbana è diventata un'isola ambientale fantastica, i cittadini sono contenti, in strada abbiamo organizzato attività con i bambini". Renato Gargiulo, presidente dell'Associazione di Strada Via Urbana, è il promotore della campagna. 

L'INIZIATIVA - "Siamo di fronte a un grande esempio di cittadinanza attiva - spiega a Romatoday - i residenti si sono accorti di quanto era bella la strada senza macchine, è vivibile, e non abbiamo registrato ripercussioni in questo anno sulla mobilità circostante. E le firme non sono solo dei residenti di Monti, ma anche di passanti, semplici cittadini romani che hanno dimostrato di apprezzare molto il progetto".

L'origine di tutto però è commerciale. "Il fatturato economico degli esercenti si è innalzato del 30% da quando il tratto di via è stato chiuso" spiega Gargiulo. Che attribuisce al nuovo regime di traffico "anche il mantenimento in vita di alcune attività artigianali che rischiavano la chiusura". Ricapitolando c'è un comitato, e c'è anche una raccolta firme che ha già superato le mille adesioni, pronta quindi per trasformarsi in petizione popolare da portare sulla scrivania del Sindaco, e una serie di incontri a breve con Municipio e Comune. Sembrerebbe la soluzione perfetta per tutti. Sembrerebbe.

IL FRONTE DEL 'NO' - "Quella raccolta firme non rappresenta la realtà, perchè in molti che hanno firmato non abitano qui. Questa è una campagna che tiene conto solo e soltanto degli interessi di un piccolo gruppo di commercianti, e neanche di tutti intendiamoci. Per il capriccio di pochi si ignora le esigenze di tutti". Parla Gianluca, residente su via Urbana, membro di un altro 'contro comitato', nato ad hoc per impedire che il progetto di pedonalizzazione prenda piede. Si chiamano Monti Vivibile, e per loro via Urbana non sarebbe più vivibile se chiusa alle auto "senza alcun senso logico". 

Hanno fatto partire una raccolta di adesioni parallela per fermare il progetto, 300 in totale quelle arrivate fin'ora, un numero esiguo certo rispetto a quelli della parte 'avversa', ma che gli oppositori rivendicano come "veritiere" perché raccolte tra gli abitanti. "Dire che siamo contrari alla pedonalizzazione e fermarsi a questo è un errore" spiega Lisa Roscioni, portavoce del gruppo dei 'no'. "Noi siamo i primi a volere un progetto di riqualificazione e tutela della strada, ma la chiusura al traffico comporta due ordini di problemi". 

SOSTA SELVAGGIA E MOVIDA - Il primo è il rischio che l'isola ambientale si riempia di tavolini, e diventi terra di movida. Esempi ne abbiamo parecchi. "Via della Lungaretta e via di San Callisto, diventate pedonali, sono invivibili per i residenti di Trastevere. Una vera invasione. Vogliamo che Monti faccia la stessa fine?". Anche perché il rione la sua dose di vita notturna già ce l'ha. Il secondo problema è il traffico nelle strade limitrofe. "Chi non può parcheggiare la macchina in via Urbana dove la mette? Togliamo la sosta dalla strada e ce ci ritroviamo i mezzi in tripla fila a pochi metri. Non ha senso".

"NON TUTELA LE BOTTEGHE STORICHE" - Altra questione la solleva Marco, il residente che abbiamo intervistato. "Che la pedonalizzazione vada a salvaguardare le botteghe artigianali storiche è un'illusione, un argomento spot che nel caso specifico non ha attinenza. A dimostrarlo il fatto che tra i contrari ci sono diversi artigiani". Non è chiaro quanti, perchè in molti non si espongono. Ma una voce la troviamo, una giovane commerciante che lavora il vetro. 

"Inizialmente ero a favore. Ma poi ci ho riflettuto bene, e ho il timore che si trasformi il tessuto sociale della via. Mi spiego meglio. Al di là della movida, il rischio è che una strada che è caratteristica per le sue attività commerciali d'elité diciamo, di nicchia, artigianali appunto, diventa una normalissima strada dello shopping di basso livello, e questa è l'ultima cosa di cui noi bottegai abbiamo bisogno". 

IL PROGETTO ALTERNATIVO - Certo nessuno ha bisogno di macchine spiaccicate contro vetrine e portoni delle case. Anche i contrari vogliono una riqualificazione. E indicano un progetto alternativo. "Quello dei consiglieri impegnati sul territorio, Nathalie Naim e Stefano Tozzi - spiega Roscioni - una strada con i parapedonali che impedisca la sosta selvaggia, garantisca la sicurezza dei passanti, e lo svolgimento dell'attività ai negozi, il carico e scarico alle famiglie di caricare e scaricare spesa e passeggini". 

Si tratta di un progetto già messo agli atti in Municipio, sia nell'attuale che nella scorsa consiliatura. Prima firmataria Nathalie Naim, consigliera LCM residente a Monti che già presentò il piano nel 2009. La seconda proposta del 2011 ha trovato l'adesione anche del consigliere di opposizione Stefano Tozzi. In breve, sulla strada si manterrebbe la sosta solo sul lato destro, delimitando i posti auto con delle strisce bianche, sul lato sinistra invece si installerebbero dei parapedonali per evitare i parcheggi selvaggi e garantire un passaggio sicuro ai pedoni.

"Sono sempre stata favorevole a progetti di pedonalizzazione - dichiara la consigliera Naim - quella contro le auto è una delle mie battaglie principali, ma in questo caso manca un progetto, si tratta di chiudere un tratto di strada così, da un civico all'altro, senza aver pensato a in piano organico di mobilità per il quadrante. Da quando è chiusa la strada per i lavori via dei Serpenti è diventata un imbuto di macchine. E la situazione è destinata a peggiorare. Senza contare che il progetto proposto per la pedonalizzazione parla di possibilità di carico e scarico merci per commercianti ed esercenti, ma nessuno dice che la normativa non lo permette. E' solo un modo di attirare consensi".

Insomma, la 'guerra' entra nel vivo. Per chi la vuole pedonale il no ha una sola ragion d'essere: il mantra "e dove la metto la macchina". Per chi invece è schierato contro, "chiudere un'area al traffico non è sempre sinonimo di benessere e civiltà per tutti, a volte è solo frutto di interessi particolari, da salvaguardare in termini economici". A gettare benzina sul fuoco le scritte minacciose sull'insegna del negozio di Gargiulo, promotore della pedonalizzazione. "Doppio giochista", "ti sei venduto", e simili. L'azione è stata denunciata ai Carabinieri. E il comitato Monti Vivibile ha espresso solidarietà. 

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