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Via Urbana pedonale, pro e contro in Municipio: il braccio di ferro continua

Due audizioni in Commissione Cultura e Mobilità, martedì è stato ricevuto il comitato per la pedonalizzazione, mercoledì il fronte dei contrari. Ancora attesa per il parere del Consiglio Municipale

#viaurbanapedonale approda in Municipio. La battaglia per la chiusura della via monticiana esce dai botta e risposta virtuali. E dopo raccolta firme, hashtag e pareri sui social parte la fase dell'ascolto. Due le audizioni in Commissione Cultura e Mobilità del I Municipio, presiedute dalla consigliera Annalisa Secchi. Martedì è toccato al comitato sostenitore del progetto per la chiusura al traffico senza compromessi, forte di oltre mille firme presentate al sindaco Marino. Mercoledì il turno dei contrari, quelli che temono l'invasione di tavolini e movida, e che, pur auspicando a una riqualificazione della via, rivendicano il diritto alla sosta, appoggiando piuttosto la possibilità di eliminare i parcheggi con i parapedonali solo su un lato.

I FAVOREVOLI - "E' stato un incontro molto positivo" ha dichiarato a Romatoday Paolo Bellino, tra i primi promotori della pedonalizzazione della via. "Gli amministratori hanno recepito le nostre istanze, mostrandosi aperti all'idea che in questa città la battaglie alle auto e alla sosta selvaggia deve essere una priorità, una lotta di civiltà che non è più rinviabile. E si è poi finalmente capito che la movida è un falso problema, e che la strada chiusa al traffico nell'ultimo anno ha alzato la qualità di vita dei cittadini monticiani e non solo". 

Sì perché l'affaire via Urbana è partito con la chiusura forzata da quasi un anno del tratto di strada tra via degli Zingari e via Panisperna per lavori Italgas, ancora in corso per un mese. Un cantiere che per qualcuno si è rivelato una piacevole sorpresa: un'isola pedonale per le passeggiate domenicali e più clientela nei negozi. Da qui l'idea di farne la battaglia del quartiere, con tanto di raccolta firme e petizione al sindaco.  
 
I CONTRARI - La proposta però non è unanime, e ha incontrato il muro di un altro gruppo di cittadini che di chiudere al traffico non ne vuole sapere. Diverse le ragioni, il timore che la strada si trasformi in poco tempo nell'ennesimo girone infernale ostaggio di alcol e schiamazzi, provocando un degrado del tessuto sociale poco in linea con le esigenze di tutela delle botteghe storico. E una certezza: togliere la sosta da via Urbana vuol dire semplicemente moltiplicarla nelle strade limitrofe. 

Da qui la contro raccolta firme per opporsi al progetto e la fondazione di un comitato ad hoc, seduto ieri al tavolo del dialogo. Anche i contrari hanno espresso soddisfazione rispetto a un atteggiamento "pronto all'ascolto" mostrato dagli enti di prossimità. "E' stato un confronto interessante - ha dichiarato la presidente Lisa Roscioni - abbiamo parlato a lungo e sono interventi tanti residenti e anche commercianti, saremmo stati una trentina". 

Anche qui sono state ascoltate le ragioni del muro contro muro e l'alternativa che piace al comitato: i parapedonali su un lato con eliminazione solo di una fila di macchine. La proposta è della consigliera Nathalie Naim, che ha già firmato atti, uno nel 2009 e un altro nel 2011.

I DOPPI PARAPEDONALI - Altra possibilità che potrebbero trovare proseliti in Consiglio Municipale, ma che non sembra incontrare il favore di nessuno tra i residenti del rione, è il modello della vicina via del Boschetto: eliminazione totale della sosta, con due file di parapedonali su entrambi i lati, con mantenimento del transito. L'idea è appoggiata dal consigliere di opposizione Stefano Tozzi, presente a entrambe le audizioni: "Ho ribadito la mia posizione: la soluzione per quanto mi riguarda sono le due file di parapedonali". 

Niente da fare per il comitato di Paolo Bellino che stronca la proposta: "Se dovesse passare questa opzione sarebbe una vera sconfitta per la città". E anche per i contrari non se ne parla: "Non si può chiedere a persone che pagano migliaia di euro di Ztl di togliere i posti auto". Tocca aspettare, e capire la direzione che prenderà, il Municipio. Il tempo stringe, entro il 15 marzo il sindaco è chiamato a esprimersi sulla petizione popolare presentata il 15 gennaio. Ma lo farà solo dopo aver recepito il parere del parlamentino. 

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