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Esquilino Esquilino / Via Conte Verde, 51

Soffitti pericolanti e infiltrazioni, la storica scuola dell'Esquilino cade a pezzi

Il "Galileo Galilei", fondato nel 1919, ha più di un problema e la dirigente ha dovuto interdire il passaggio in molti spazi e in una delle palestre

Acqua sui pavimenti di palestra e laboratori, attività sportive e officine interrotte fino a data da destinarsi. L'istituto tecnico di istruzione superiore "Galileo Galilei", un polo professionale storico della Capitale fondato nel 1919, da tempo soffre di grossi problemi strutturali. Un gruppo di genitori della scuola dell'Esquilino ha deciso di denunciare la situazione, auspicando l'intervento delle istituzioni: "L'edificio è in decadenza, le officine sono chiuse, soffitti pericolanti, piove nelle aule". 

Lo storico istituto "Galileo Galilei" dell'Esquilino, nato dopo la Grande Guerra

Il polo tecnico è nato subito dopo la Grande Guerra, raccogliendo l'eredita dell'istituto Rossi di Vicenza che si era temporaneamente trasferito a Roma, formando centinaia di giovani reduci da Caporetto. Per un periodo, il consiglio d'amministrazione fu presieduto da Guglielmo Marconi e per un secolo negli immensi spazi tra via Conte Verde, via Bixio, via Emanuele Filiberto e viale Manzoni generazioni di romani hanno lavorato con motori di auto e aerei, imparato a utilizzare torni, fucine e frese preparandosi al lavoro nelle grandi industrie nazionali come la Fiat, ma anche nell'Aeronautica. 

Infiltrazioni, cedimenti e problemi di sicurezza

Da tempo, però, la manutenzione si fa sempre più complessa. Piove negli spazi comuni, nelle aule, nelle palestre. Cadono pezzi di intonaco. L'acqua lambisce i quadri elettrici. Per avere un quadrio della situazione abbiamo contattato telefonicamente la dirigente scolastica, Elisabetta Giustini: "Come tutte le scuole superiori - spiega - l'edificio è di proprietà della Città Metropolitana, questo significa che per molti problemi quello che posso fare io è inviare una Pec e chiedere un intervento urgente. Spesso metto in copia anche la Procura della Repubblica, il Prefetto, le forze dell'ordine e i vigili del fuoco. Questo istituto è antico ed è sconfinato, occupiamo un quarto dell'Esquilino, i soffitti sono altissimi e quando succede qualcosa alle vetrate non riusciamo a risolvere nell'immediatezza". 

Laboratori chiusi e palestra interdetta, la preside: "E' una questione di sicurezza"

Lo scorso 16 novembre la preside ha dovuto interdire l'utilizzo della palestra centrale, ma ancora prima il 24 ottobre ha interrotto tutte le attività laboratoriali nell'officina del piano terra. "Un mese fa sono crollati dei pezzi di intonaco - spiega Giustini - quindi ho interdetto l'accesso, in attesa dell'intervento di Città Metropolitana. Per fortuna sono venuti e hanno risolto, ma non è facile. Ci sono cose che io non posso fare, perché rischio conseguenze penali se un operaio si fa male o se la ditta non lavora a regola d'arte. Quando l'altro giorno è piovuto nella palestra a causa dell'intasamento di un cordolo esterno, tra il soffitto e la grondaia, non ho mica potuto mandare qualcuno io. Devo aspettare la Città Metropolitana". E nel frattempo è costretta ad interdire l'accesso: "Per motivi di sicurezza sono obbligata - sottolinea - è una questione di tutela di docenti, personale e studenti". 

I banchi e le sedie ammucchiate: "Proviamo a smaltirli come possiamo"

Tra le foto che abbiamo ricevuto da alcuni genitori ci sono anche quelle di montagne di banchi, sedie e altro arredo scolastico ammassato all'esterno: "Sono sotto a una pensilina fuori dalle officine - risponde la dirigente - e gradualmente proviamo a smistarli. A volte facciamo accordi con Ama, soprattutto se sono rotti o malfunzionanti. In altri casi cerchiamo di donarli, per esempio a Sant'Egidio che ne porterà un po' in Ucraina. Tempo fa eravamo riusciti ad accordarci con un governo africano, ma all'ultimo si sono tirati indietro perché non potevano permettersi il container per trasportare tutto". Succede anche che la scuola debba pagare ditte private "ovviamente avendo la certificazione di dove vengono gettati i rifiuti ingombranti", specifica Giustini. Insomma, per istituti come il "Galileo Galilei" è faticoso restare in forma come un tempo: "Quello che riesco a ottenere con i progetti europei e il Pnrr - conclude Giustini - lo utilizzo per i laboratori e altri interventi per cui ho competenza. Il resto deve farlo l'ex Provincia". 

Infiltrazioni e aree interdette nell'Itis Galileo Galilei

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