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Venerdì, 28 Gennaio 2022
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Fori Imperiali pedonali: cresce il fronte del 'no' a poche ore dal taglio del nastro

Dai residenti, riuniti nel comitato Trappola per i Fori, ai politici che tra raccolte firme e note stampa al veleno attaccano su più fronti

Un fronte di contrari che monta da giorni. E che a poche ore dal fischio d'inizio continua a ribadire il suo 'no' ai Fori Imperiali pedonali. Anzi, macchè 'pedonali'. Quella dei Fori per qualcuno non è nient'altro che una "finta pedonalizzazione".  Monti, Esquilino, Celio. Sono tanti i residenti dei quartieri limitrofi che la grande 'rivoluzione' non la vogliono. "Domani dalle 10 alle 13 tutti in largo Leopardi per la raccolta di firme per il referendum contro la finta pedonalizzazione dei Fori voluta da Ignazio Marino per narcisismo". Così si legge sulla pagina Facebook del consigliere del I Municipio, Luca Aubert (Pdl). 

TRAPPOLA PER FORI - E martedì scorso il nuovo comitato ‘Trappola per Fori’, che coordina tutte le associazioni e i comitati di quartiere contrari al progetto di pedonalizzazione presentato dal sindaco Marino, ha fatto partire una raccolta firme per chiedere un referendum consultivo tra i residenti e i commercianti della zona. 

IL 'NO' DEI CITTADINI - Perché è vero che il Colosseo deve essere tutelato, ma il gioco non varrebbe la candela: 300 metri di strada chiusa alle auto dei cittadini da un lato e i cambi di viabilità dall'altro. Per il momento nessuno passeggerà da nessuna parte perché su quel tratto continueranno comunque a passare i mezzi pubblici. In cambio ci sono i nuovi sensi unici e la cancellazione di posti auto che impedirebbe ai clienti dei negozi di fermarsi e fare acquisti. Uguale, una debacle per il piccolo commercio. In linea generale tanti cittadini hanno paura che tornare a casa in macchina diventi un inferno.

Secondo dati diffusi da Agenzia per la Mobilità sarebbero "solo qualche decina" i posti auto persi con le modifiche alla viabilità dei rioni, ma, fanno sapere, "è allo studio dei tecnici un modo per recuperarli". Pochi o tanti che siano i commercianti sono sul piede di guerra, e il carico da novanta ce lo ha messo il primo cittadino con le parole pronunciate ieri. "Tra l'interesse di chi deve fermarsi dal tabaccaio e l'interesse di un monumento come il Colosseo scelgo il secondo".  

IL 'NO' DELLA POLITICA - E poi ci sono i 'no' politici. Dalle accuse di 'narcisismo' a un sindaco che penserebbe più a passare alla storia che al benessere immediato della cittadinanza, a quelle di 'progettazione senza pianificazione', a quelle legate ai fondi per la metro C. Rafforzate questa mattina da un sit in di protesta dei lavoratori del Consorzio. 

“Dopo le manifestazioni di questi giorni da parte dei cittadini, la sonora bocciatura di associazioni di residenti e commercianti e le centinaia di firme raccolte contro l’assurdo progetto di pedonalizzare una parte di via dei Fori Imperiali, da largo Ricci a largo del Colosseo, stamattina arriva anche la critica dei quotidiani stranieri che riprendono le proteste e le critiche degli esperti italiani, e la protesta degli operai, preoccupati che il blocco dei cantieri metta a serio rischio i posti di lavoro.

Tutto ciò conferma come l’avvio del progetto sia frutto di una scelta ideologica della giunta capitolina che, invece di portare avanti un cantiere importante per la mobilità romana come la metro C, preferisce dare spazio all’immagine e alla fuffa con la finta pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Noi siamo favorevoli ai percorsi pedonali, alla mobilità sostenibile e se esiste un piano quadro della ciclabilità è perché lo abbiamo realizzato noi, ma non possiamo accettare i diktat. Infine, è gravissimo che per la realizzazione del progetto il sindaco di Roma abbia sprecato i fondi destinati originariamente alla realizzazione della Metro C, oltre 2 milioni di euro, anziché pagare gli stipendi agli operai, ai quali va tutta la nostra solidarietà e vicinanza”.

E’ quanto dichiarano in una nota congiunta i dirigenti romani di Fratelli d’Italia, Federico Iadicicco, Andrea De Priamo e Federico Mollicone. Ed esaurisce in poche righe l'intera diatriba. 

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