Lunedì, 15 Luglio 2024
Il caso / Aventino / Via Giovanni Battista Belzoni

La battaglia dei fedeli contro la chiusura della parrocchia: "Pronti a tutto per impedirlo"

La parrocchia di Santa Marcella, in via Belzoni, chiuderà per trasformarsi in un centro diocesano di pastorale giovanile in vista del Giubileo. Ma i parrocchiani non ci stanno

Sono pronti a tutto, anche a occupare fisicamente la parrocchia. La battaglia dei fedeli di Santa Marcella, in via Giovanni Battista Belzoni, non lontano dalla stazione della metro Piramide, è iniziata ben prima dell’annuncio ufficiale, da parte di padre Dario Gervasi, vescovo del settore sud della diocesi di Roma, della chiusura della parrocchia, per trasformarla in centro diocesano di pastorale giovanile in vista del Giubileo. Tant’è che alle parole di padre Gervasi, al termine della messa, domenica 16 giugno, i parrocchiani hanno risposto con una lettera in cui esprimono tutto il dispiacere e la rabbia per questa scelta.

La lettera dei parrocchiani

“Noi siamo parrocchiani di Santa Marcella, da 70 anni e, in questo preciso momento, siamo parrocchiani molto tristi e, senza nasconderlo, anche molto ma molto arrabbiati – si legge nel messaggio scritto dai fedeli -. Chiediamo solo di essere ascoltati. Nessuno dei sacerdoti presenti conosce, come noi, la storia di questa parrocchia e quindi non immagina quanto sia profondo per noi il dolore per le attuali decisioni prese a nostra completa insaputa”. Come spiega uno dei parrocchiani, Marco Di Tillo, la scelta di chiudere la parrocchia “è stata presa senza coinvolgere chi conosce e ama Santa Marcella: la sua comunità – dice -. In questa chiesa è passata anche Madre Teresa di Calcutta, qui tanti di noi sono cresciuti, hanno fatto il battesimo, la prima comunione. È vero, è frequentata da persone che sono sempre più anziane. Ma è una colpa invecchiare? Perché non si sono prese in considerazione altre soluzioni invece di chiudere la nostra parrocchia?”.

La battaglia dei fedeli

Come sottolinea Di Tillo “pare che ormai i giochi siano stati fatti e che la decisione sia stata presa”. Ma questo non significa che i parrocchiani si arrenderanno: “Siamo pronti a dare battaglia, occupando anche la parrocchia, non può chiudere”. Il 30 giugno è previsto un nuovo incontro con il vescovo: “Ci arriveremo preparati – spiega Di Tillo – una delle parrocchiane è un’avvocata, per cui stiamo cercando di capire anche se ci sono gli estremi per agire per vie legali. Non vogliamo arrenderci”. Un’altra parrocchiana del gruppo ha scritto una lettera a papa Francesco, per segnalargli la situazione di Santa Marcella. “Che fine ha fatto il desiderio della chiesa e le richieste del nostro papa Francesco di essere sinodali e di collaborare con i laici all’interno delle Parrocchie, visto che nella scelta di chiudere Santa Marcella non c’è stata nessuna richiesta di collaborare?” è la domanda che pongono i fedeli. Che già nei giorni scorsi hanno organizzato una protesta contro la chiusura della parrocchia. E che propongono anche soluzioni alternative: “Perché non fare all’Istituto Ss. Assunta Detto Tata Giovanni in viale di Porta Ardeatina il centro diocesano di pastorale giovanile? È vicino a Santa Marcella e sarebbe molto più adatto” dicono. Anche di questo si parlerà domenica 30 giugno: “Siamo certi che questa decisione non sia frutto di improvvisazione – dicono i parrocchiani di Santa Marcella -crediamo che, all’interno del Vicariato, se ne parli da anni. Il nostro tentativo, quello cioè di porre le nostre argomentazioni, sia ormai disperato. Ma i disperati, a volte, riescono a fare cose incredibili.

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