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Primarie centrosinistra I Municipio, rivolta social contro la candidatura di Lorenza Bonaccorsi

“Nome imposto, nulla contro la persona ma il metodo è inaccettabile”, commentano militanti e attivisti del centrosinistra: “Così non partecipiamo”

“Nulla contro la persona, che non conosco. È il sistema impositivo che non tollero. I soviet sono finiti da un pezzo”: questo è solo uno delle decine di commenti lasciati in calce ai post di leader del centrosinistra romano. Argomento l’arrivo nella corsa delle primarie per il I Municipio del nome, ormai unitario per il Partito Democratico, di Lorenza Bonaccorsi. Già sottosegretaria al Turismo di Giuseppe Conte, l’ex esponente dell’esecutivo è il profilo intorno al quale si sono radunati sia l'esponente inizialmente proposto dalla giunta di Sabrina Alfonsi per la propria auto-successione, quello di Emiliano Monteverde, molto stimato e benvoluto dai militanti, sia il nome dell’opposizione interna, il consigliere Stefano Marin.

Diverse le motivazioni che hanno portato al ritiro di entrambi, una dinamica a cui abbiamo accennato qui su Roma Today nei giorni scorsi: dal rispetto della rappresentanza femminile, bandiera del segretario Enrico Letta, alla tutela degli equilibri interni del partito. Sta di fatto che per militanti e attivisti, che commentano sui social network, la manovra unitaria sul nome della Bonaccorsi sembra suonare proprio indigesta.

Scrive Tiziana: “Sono cose che allontanano le persone comuni, semplici, cioè la maggioranza degli elettori che votano e si affidano con fiducia senza chiedere niente. Ci si adegua perché intelligenti ma sempre più distaccati. Poi, da parte mia, nessuna obiezione sul nome, ma il modo offende”. Isabella: “Capisco e apprezzo la generosità delle scelte dei candidati , ma per noi cittadini rapportarci con chi ha già conoscenza del nostro territorio e dei nostri problemi è proprio una necessità. Non conosco la Bonaccorsi, che magari sarà pure bravissima, ma avrei preferito una scelta che non fosse solo politica, ma volta alla concretezza. Inoltre credo che avrebbero dovuto dircelo prima. Così le primarie non possono funzionare e sono inutili. E la raccolta di firme è stata una fatica sprecata”.

Ecco il pensiero di Jack: “Venerdì ero andato a firmare per sostenere la candidatura di Emiliano Monteverde. Domenica piove dal cielo quest'altra candidatura e tutto diventa inutile. Ovviamente non andrò a votare alle primarie, a questo punto non hanno più senso”. Aggiunge Carla: “Una delusione enorme. Abbiamo festeggiato un inizio di campagna elettorale che è durata neanche una settimana. Sono giochi che a livello di territorio, di rione non andrebbero mai fatti. Non sono divertenti”.

Ancora Vincenzo: “Edulcorare la presa in giro fatta ai cittadini che liberamente hanno firmato per le candidature di Emiliano e degli altri partecipanti non è che una aggravante. La cosa peggiore è che, dopo anni e anni, non solo non si fanno passi avanti nel costruire un rapporto franco con l'elettorato, ma si torna clamorosamente indietro. Personalmente non parteciperò alle primarie, ho una dignità come cittadino che ha un minimo di coscienza libera e civile”.

Andrea impietoso: “Ma perché è un fatto politico questa candidatura? È il solito fatto politicante piuttosto. Io grazie a questa scelta non voterò alle primarie e alle municipali voto solo se il candidato sarà Pulika. Spero che i voti persi siano molto di più di quelli guadagnati col “fatto politico”.

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