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Centro Storico, riscontro positivo per il Patto di Comunità

Le associazioni: “Una buona iniziativa”. Acli di Roma: “Raccogliamo ogni settimana 1000 euro di beni alimentari”. La presidente della Commissione Politiche Sociali: “Ora potenziamo la consulta del Volontariato”

Parola d’ordine: fare rete. Appaiono positivi i risultati della prima edizione del Patto di Comunità del I Municipio, l’iniziativa lanciata dalla giunta di Sabrina Alfonsi all’indomani dell’esplosione della pandemia da Coronavirus; lo scorso novembre l’amministrazione a guida PD lanciava il progetto di un coordinamento delle realtà dell’associazionismo e della solidarietà per venire incontro alle categorie più fragili travolte da una  inaspettata fase. “La difficile situazione sociale in cui si è venuto a trovare il nostro Paese e il mondo intero a causa della diffusione del Covid-19”, scriveva il municipio, “deve vedere una risposta corale e comunitaria da parte di tutti i protagonisti della vita sociale del territorio”. Furono da subito 70 le realtà del territorio che aderirono a questo coordinamento che ha visto negli ultimi mesi diversi progetti attivarsi, sollecitati e facilitati dall’ente locale territoriale che ha fatto un po’ da “regista” della solidarietà.

Un compito che appare ben tagliato sulle competenze di un livello di governo che ha proprio nel sociale e nella tessitura di un ordito territoriale la principale delle sue priorità. RomaToday si è interfacciata con diverse delle associazioni aderenti al progetto che appare aver ormai valicato i confini delle mure aureliane. Il riscontro generale degli operatori appare positivo. “E’ un’iniziativa molto importante e utile e sicuramente dovrà essere sviluppata di più e ripresa anche in futuro”, spiegano da Testaccio in Testa: “Ci ha dato modo di conoscere altre realtà associative che lavorano sul nostro stesso territorio sul versante sociale, sanitario, culturale e questo è importante come modalità per costruire una buona rete. Crediamo che questa esperienza debba essere ripetuta, capendo dove può essere migliorata”. Parola invece a TrastevereAttiva: “Credo che il municipio in questo modo esprima un intento che è certamente positivo, ci si muove tramite un pensiero che sostiene l’idea di mettersi insieme”, ha spiegato il presidente, raggiunto al telefono.

Secondo gli operatori del Cies all’Esquilino si tratta di “una buona iniziativa”, anche se per essere direttamente coinvolti attendono “le successive fasi” che considerano essere più tagliate sul loro mandato istituzionale. “Solo stamattina, dalla nostra sala di controllo a Santa Maria in Campitelli sono partiti tre viaggi dei nostri taxi sociali”, spiega Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma: “Credo che il municipio abbia fatto un buon lavoro di coordinamento a partire dalle iniziative della spesa e dei carrelli sospesi, noi raccogliamo ogni settimana un controvalore da 1000 euro di beni alimentari e l’amministrazione è riuscita ad assegnare bene a tutte le realtà alcuni esercizi di loro competenza. I nostri municipi”, continua Borzì, “non hanno i poteri delle altre amministrazioni delle grandi capitali, come Parigi o Berlino. Ma con la fantasia della carità e della volontà si possono attivare delle strade inedite e le forze si moltiplicano”.

RomaToday ha raggiunto inoltre al telefono Claudia Santoloce, consigliera municipale del I Municipio e presidente della Commissione Servizi Sociali: “L’iniziativa è valida e il giudizio è positivo, tutte le attività che vanno ad attivare le persone in un momento in cui emergono nuove povertà sono cruciali e vanno sostenute. Volendo individuare un fronte di miglioramento”, continua Santoloce, “come Municipio abbiamo approvato la delibera che istituisce la consulta del Volontariato e vorrei che questo fosse il luogo in cui possiamo rinforzare e rilanciare questa esperienza. Grazie al patto di Comunità ho visto i centri anziani di Testaccio diventare degli hub della solidarietà in cui le associazioni hanno potuto accogliere le tante persone in difficoltà a causa dell’emergenza freddo. Auspico che grazie alla consulta del Volontariato questo approccio venga istituzionalizzato”.

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