Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Uccise l'amico sparandogli alla nuca: condannato a 20 anni di reclusione

L'omicidio avvenne nel 2009 a pochi passi dal Colosseo. Il movente non è mai stato chiarito. Agli investigatori l'omicidio parve maturato nell'ambiente del gioco d'azzardo e delle bische clandestine

E' stato condannato a 20 anni di reclusione l'uomo che uccise un amico con un colpo di pistola alla nuca, davanti a un tassista al quale aveva chiesto di essere accompagnato dai Carabinieri. Si tratta di un 30enne di origine calabrese, residente a Bologna. Il fatto accadde tra il 20 e il 21 novembre 2009, quando il giovane uccise brutalmente l'amico, un pensionato bolognese. L'omicidio fu compiuto per strada, in largo Corrado Ricci, a pochi passi dal Colosseo. Un'esecuzione della quale è rimasto oscuro il movente. Il 30enne infatti aveva chiesto all'amico di accompagnarlo da Bologna a Roma per motivazioni mai precisate.

Agli investigatori l'omicidio parve maturato nell'ambiente del gioco d'azzardo e delle bische clandestine; tesi questa contestata dai legali del giovane calabrese, secondo i quali l'omicida aveva patologie mentali e credeva che qualcuno lo volesse uccidere, un qualcuno che poi aveva individuato nell'amico. Difatti, lo stesso omicida il giorno in cui uccise l'amico pensionato aveva una pistola con sé, per come dichiarò, al solo scopo di tutela personale. La sentenza di carcerazione è stata emessa dalla I Corte d'assise d'appello di Roma che ha escluso l'aggravante della premeditazione. In primo grado, il 30enne era stato condannato a 30 anni di carcere dal Gup della capitale, Barbara Callari, all'esito del processo che si svolse con il rito abbreviato. (Fonte Ansa)

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