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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cultura / Centro Storico / Piazza della Trinità dei Pellegrini, 1

Una nuova illuminazione accende la facciata della chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini

La Soprintendenza speciale di Roma ha eseguito un intervento per dare nuova luce alla chiesa. Il progetto è parte del restauro della facciata dell'edificio, appena concluso

La luce illumina, finalmente, un tesoro di Roma. Nella serata di giovedì 18 aprile la chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini è stata illuminata per la prima volta, grazie al nuovo progetto curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma e realizzato dall’architetto Egidio Ferrara, che fa parte integrante del restauro della facciata della chiesa, appena concluso. 

La nuova illuminazione

L’obiettivo dell’intervento illuminotecnico non è soltanto quello di migliorare la visione della facciata, ma di suggerire una lettura dell’architettura in chiave notturna, che permetta di apprezzare ulteriormente il movimento architettonico nel suo gioco di forme e volumi. “L’importante restauro eseguito dalla Soprintendenza speciale di Roma sulla facciata della Chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini – spiega Daniela Porro, soprintendente speciale di Roma – si inserisce in un progetto a cavallo tra cultura e spiritualità, che mette insieme la storia di questa chiesa e della stessa città di Roma con le iniziative per il prossimo Giubileo e l’arte contemporanea. La sinergia di tante realtà che si uniscono per un bene comune diventa il fulcro e il motore di un’operazione che mette al centro il recupero della bellezza e la fruizione intesa nel senso più nobile del termine. Il restauro appena concluso della facciata e la sua illuminazione sono i primi tasselli di un lavoro più vasto, che interesserà anche l’interno dell’edificio, per restituirlo nella sua interezza, al suo splendore”. Priva di una illuminazione dedicata, la facciata della chiesa era infatti poco valorizzata nel contesto urbano. L’impianto conferisce nuova luce alle colonne, ai cornicioni, ai dettagli decorativi come le sculture degli Evangelisti o il simbolo della Trinità che sormonta l’edificio.

Un impianto che "dialoga" con il contesto urbano

La temperatura e il colore delle luci utilizzate sono gli stessi dell’illuminazione pubblica presente nelle aree circostanti, così da non creare un eccessivo stacco visivo, dando vita a un dialogo con il contesto urbano e con la piazza. Tutti gli apparati di illuminazione utilizzati, a tecnologia Led, hanno un consumo energetico estremamente basso e un sistema di controllo domotico che permette di calibrare i livelli di luminosità, consentendo di creare di volta in volta diversi scenari luminosi. “Philippe Casanova è l’artista che più di tutti interpreta in chiave contemporanea il movimento del Barocco – spiega Giulia Silvia Ghia, assessora alle Politiche culturali del municipio I -. Non poteva che essere quindi lui a colmare il vuoto lasciato dal tempo attraverso la proiezione delle sue idee sulla volta senza più colore. Il territorio ha necessità di queste operazioni che aiutano a ritrovare una connessione con il senso degli spazi comuni e attraverso l’arte questa ricerca di senso è più facile per tutti noi. Il mio ringraziamento va a tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto che vede la luce nel cuore di Roma culla della storia dell’umanità”. 

La nuova opera

Le novità non finiscono qui: a ottobre, in occasione del Giubileo 2025,l'interno della chiesa sarà arricchito da una nuova opera dell' artista Philippe Casanova, ideata per colmare il vuoto della volta cementizia della Chiesa. Il progetto, prodotto da Urban Vision Group e ideato da Civita Mostre e Musei, si chiama Paradisus ed è la proiezione dell'immagine dell'opera Peregrinatio di Philippe Casanova sulla volta della chiesa. 

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