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Piazza Montecitorio: napoletani in protesta contro emergenza rifiuti

Un centinaio di cittadini di Napoli e provincia manifestano in Piazza Montecitorio con buste di immondizia e slogan: "Bossi, Maroni, Calderoli, Borghezio, gente di bassa lega"

Buste dell'immondizia in mano e con sopra scritti i nomi di diversi esponenti leghisti, da Borghezio a Zaia fino a Bossi. Tanti cartelli contro il partito del carroccio. Così un centinaio di cittadini di Napoli e provincia sta manifestando in piazza Montecitorio per la questione rifiuti. "Napoli diventerà un enorme immondezzaio - ha detto un manifestante del presidio antidiscarica di Chiaiano - e Berlusconi è l'unico responsabile. A Napoli non c'è mai stata una vera e propria emergenza ma è stata creata ad arte dai lobbisti degli inceneritori e delle discariche che sono tutti gestiti dalla camorra".

"Siamo qui - ha spiegato un'altra manifestante - per chiedere un piano alternativo che ci permetta di uscire dalla logica dell'emergenza. Un piano che punti sulla raccolta differenziata e sull'impianti di trattamento meccanico-manuale che oltre ad essere utili servono a creare occupazione sul territorio".

E' la lega il bersaglio preferito degli slogan portati davanti la Camera dei deputati: tra i cartelli "odio la lega! sud ribelle", "Bossi, Maroni, Calderoli, Borghezio, gente di bassa lega", "la camorra lega bene con gli affari del nord". Ma non sono mancate critiche a ministri e al governo Berlusconi: "ministra Prestigiacomo - si legge su un cartello - nel suo ruolo non si è mai 'ambientata'. La sua disinformazione nuoce gravemente alla salute", "a Napoli la spazzatura è in strada - è scritto su un altro - a Montecitorio è chiusa nelle aule".

Il sit-in è terminato verso le 18. I manifestanti hanno abbandonato piazza Montecitorio e si sono diretti verso i pullman che li stavano aspettando su via del Corso. Traffico bloccato da due camionette della Polizia per diverse decine di minuti su via del Corso proprio per permettere alle diverse decine di manifestanti di salire sui bus. Davanti alla Camera dei Deputati e sotto l'obelisco sono rimasti i segni della protesta che in alcuni momenti si è surriscaldata: bottiglie di plastica e sacchi di immondizia lanciati per dire no all'emergenza rifiuti in Campania.

 

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