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Centurioni e risciò, al via i nuovi divieti. L'appello: "Il Comune ci metta in regola"

L'atto firmato dalla sindaca impone ancora una volta l'allontanamento dai siti monumentali della città. Due i provvedimenti per le due categorie. Multe di 400 euro in caso di infrazione

Ancora un'ordinanza, l'ennesima per tenere lontani risciò e centurioni dall'area archeologica del Colosseo. Il 30 novembre è scaduta la precedente, così la sindaca si è affrettata ad apporre un'altra firma per scongiurare l'invasione. Ancora un'ordinanza che dispone il divieto di qualsiasi attività che preveda la disponibilità a essere ritratto come soggetto in abbigliamento storico (ad esempio come centurioni) in fotografie o filmati, dietro corrispettivo in denaro. "L'atto - precisa in nota il Campidoglio - si impone ai fini della tutela della sicurezza urbana e del decoro del patrimonio artistico, storico e monumentale in tutto il territorio del centro storico ricadente nel perimetro del sito riconosciuto e tutelato dall'Unesco". 

Poi, con il decoro che si somma alla "tutela dell'incolumità pubblica", lo stop è stato imposto anche per i risciò con un'altra ordinanza. Nel dettaglio si vieta "di svolgere in alcuni ambiti territoriali di Roma Capitale (in particolare centro storico e luoghi di maggior attrazione turistica) qualunque attività assimilabile al trasporto pubblico collettivo o individuale di persone, con velocipedi a tre o più ruote, anche a pedalata assistita; dotati di un motore ausiliario elettrico". 

E per chi infrange i divieti imposti (validi fino al 30 luglio 2017) le multe arrivano a 400 euro, così come determinato da una delibera della giunta capitolina dello scorso 19 luglio. "L'adozione di un provvedimento contingibile e urgente si rende necessaria nelle more dell'assunzione di regolamenti ai quali l'amministrazione sta lavorando per disciplinare l'attività dei cosiddetti centurioni e risciò" conclude il Campidoglio. D'altronde che si giunga presto a una regolamentazione delle attività che superi la politica dei divieti assoluti, è una richiesta che gli operatori portano avanti da diverso tempo. 

"Perchè non trovano un modo per metterci in regola e farci pagare le tasse, o in ogni caso un modo legale per fare il nostro lavoro, magari creando una categoria con un bando pubblico che ci dia l'autorizzazione per esercitare? Vogliamo trovare insieme all'amministrazione un modo per regolarizzarci". A parlare è Maurizio di Noia, 37 anni, centurione dal 1993, ieri al Colosseo nell'unico giorno in cui sulla carta era permesso lavorare (ieri era scaduta l'ordinanza e il rinnovo è arrivato in tarda serata). Maurizio smonta l'immagine del centurione pronto a tutto pur di "mettere in mutande" l'ignaro turista. 

"Abito a Torrevecchia, ho 4 euro in tasca e sono stato per sei mesi a fare l'operaio in Olanda. Sono partito subito dopo l'ordinanza di divieto scattata a dicembre scorso". Con lui, altri quattro o cinque colleghi che lo ascoltano. "Ho venduto quel poco che avevo per partire e a luglio sono tornato a Roma per la mia famiglia", aggiunge. Da allora, "ho fatto carico scarico merci, mi davano 5 euro l'ora lorde. Non era sostenibile". E ancora: "Perchè noi siamo gli unici a non poter lavorare onestamente? La gente deve saperlo: gli abusivi veri sono altri, non chi cerca di guadagnare qualcosa per la sua famiglia. Ma voi pensate che ho voglia di fare questo lavoro? Se trovassi un posto decente ci andrei di corsa, ma non c'è. Mi accontenterei di un lavoro manuale, mica pretendo di stare dietro a una scrivania".

(Fonte Agenzia Dire)

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