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Piazza Navona, sulla Befana è scontro politico: "Il I Municipio ci scarica il barile"

Il presidente della commissione Commercio, Andrea Coia (M5s) attacca il Pd del I municipio: "Avrebbero potuto preparare già un nuovo bando o utilizzare il vecchio invece di preparare una proposta di giunta in data 7 settembre"

Riclassificare la festa per far vincere la qualità? Per i Cinque Stelle nient'altro che "un modo di passare al Comune la patata bollente", per il Pd l'unica possibilità di rinnovare davvero l'evento. La Befana, per il terzo anno consecutivo, non passerà da piazza Navona: non ci sono i tempi tecnici per emanare il bando. Ma intanto, ancora per il terzo anno consecutivo, fa già da sfondo alle schermaglie politiche che sul tema tornano puntuali ogni autunno. Stavolta si consumano tra i nuovi amministratori grillini e i dem del I municipio. Come procedere con la prossima gara e come evitare di saltare anche l'edizione del 2017? Tocca redigere il capitolato, tentando una volta per tutte di concretizzare la tanto osannata riqualificazione della piazza. Niente banchi invadenti carichi di panini alla porchetta e magliette della Roma. Solo prodotti natalizi in perfetto stile nord Europa, con strutture piacevoli alla vista, magari in legno e ferro, dolciumi e merce della tradizione. Insomma, il bando deve vincerlo la qualità. Sul punto sono d'accordo tutti, o almeno sembra. 

IL BANDO ANNULLATO - L'anno scorso il I municipio, insieme all'allora assessore al Commercio Marta Leonori, tentò l'impresa con un nuovo avviso pubblico e un disciplinare sulla qualità a garanzia che la valutazione dei prodotti rispondesse a criteri dettagliati e tecnici. Ma il naufragio dell'impresa fu evidente con l'uscita della graduatoria. Tredicine Alfiero, Tredicine Elio, Tredicine Dino, Tredicine Tania Donatella i nomi in testa all'elenco. La famiglia di titolari della quasi totalità di camion bar e caldarrostari del centro si era accaparrata anche stavolta più della metà delle postazioni disponibili. Troppo il peso dei punti anzianità, che hanno garantito l'avanzamento dei commercianti "storici", e forse troppo complessi i criteri per determinare la qualità della merce venduta. Il bando fu poi comunque annullato dal municipio a seguito di rilievi di Anac sulle tempistiche errate di pubblicazione. 

DA FESTA A FIERA - Risultato? Niente festa l'anno scorso e niente festa nemmeno quest'anno, perché i commercianti delle bancarelle impugnarono al Tar l'annullamento impedendo di fatto di procedere per tempo alla pubblicazione di un nuovo bando. E una priorità individuata dal municipio alla quale non si era pensato prima: rivedere la classificazione del mercatino, trasformandolo in "festa". La dicitura "fiera" infatti (presente nell'art.19 della delibera 35/2006) dà priorità all'anzianità di licenza. Da qui la proposta del municipio, votata in Giunta: il Comune modifichi la delibera, così da consentirci di redigere un bando che non renda vano il tentativo di restituire decoro alla piazza natalizia. Ma l'atto discusso in commissione Commercio è stato rimandato al mittente. 

BOTTA E RISPOSTA - "Non è una proposta percorribile" ha fatto sapere il presidente Andrea Coia, attaccando il Pd municipale. "Avrebbero potuto preparare già un nuovo bando o utilizzare il vecchio invece di preparare una proposta di giunta in data 7 settembre da approvare in consiglio municipale per "disfarsi" dell'onere di fare il bando e passare a noi la patata bollente". Per i nuovi amministratori la richiesta del municipio non sarebbe altro che un tentativo di scaricare il barile. Ma da via della Greca arriva a stretto a giro la risposta della titolare al Commercio, Tatiana Campioni. "Cambiare la classificazione del mercatino è fondamentale per far sì che la vittoria non sia fin dall'inizio appannaggio esclusivo di chi in piazza Navona c'è sempre stato, al di là delle merce venduta"

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Non un capriccio insomma, nè una questione linguistica nè tantomeno uno scaricabarile. "Sappiamo perfettamente che il bando è di nostra competenza, non abbiamo chiesto al Comune di intervenire su quello, piuttosto di darci gli strumenti perché sia efficace". Senza la modifica richiesta il rischio è di ritrovarsi punto e a capo: la qualità tra i requisiti necessari ma non sufficienti, e comunque subordinati all'anzianità di servizio. Anche sui tempi Campioni si difende: "Non era possibile emanare un nuovo bando prima della sentenza del Tar, è arrivata il 6 settembre, abbiamo formulato la proposta di giunta dopo 10 ore". E comunque "il segreteriato generale del Comune di Roma era informato dall'11 luglio della necessità di modificare la delibera, lo dimostra una nota inviata in quella data dal direttore generale del municipio"

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