Martedì, 22 Giugno 2021
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Banchina del Tevere invasa dal fango: "Pulitela prima che si solidifichi"

Durante le festività la pista è stata inutilizzabile

Banchina del Tevere altezza Castel Sant'Angelo foto BiciRoma

Banchina del Tevere off limits per Pasquetta. I cicilisti che intendevano approfittare del sole per utilizzare la ciclabile  che scorre sul lato del fiume, hanno dovuto rinunciare. Il fango ha infatti trasformato molti tratti in un pantano del tutto impraticabile. L'unica soluzione, per i biker più ostinati, è stata quella di scendere dal sellino per continuare  il percorso "a spinta".

Una pista impraticabile

"I ciclisti si sono trovati a fare i conti con il fango in molti tratti lungo la banchina – racconta Fausto Bonafaccia, presidente di BiciRoma – quello rappresentanto in foto si trova sotto Castel Sant'Angelo ma ci risulta che non sia l'unico ad essere impraticabile. E' necessario rimuoverlo prima che si solidifichi cosa che renderebbe più difficile e costosta la pulizia della banchina".

Una pulizia troppo lenta

La fruizione della banchina sul Tevere è un tema che, i ciclisti romani, conoscono bene. Recentemente era stato riproposto anche da Legambiente. Angelo Fiorillo, responsabile Aree Urbane e Mobilità dell'associazione, aveva infatti ribadito che "non è tanto il numero di giorni di piena del Tevere" a rendere problematica quella ciclabile, quanto "il tempo che passa prima che venga pulita e resa nuovamente agibile" la pista. 

Il rischio degrado

Le piene del Tevere sono un fattore con il quale la città ha imparato a convivere. Manca tuttavia la capacità d'intervenire immediatamente nella rimozione di fango e detriti. E la rapidità con cui si esegue questa manutenzione, che può fare la differenza. L'utilizzo della banchina, nelle prime giornate di sole primaverile, dipende essenzialmente da questo. Viceversa quella ciclabile, già vessata dalle inevitabili piene del fiume, rischia di essere declassata. Ma il progressivo sottoutilizzo di quella pista fa sì che la banchina, col tempo, perda la sua funzione. Trasformando la sua attuale bellezza, in un potenziale attrattore d'insicurezza e degrado. 

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