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Togliatti, l'appello dei ‘prigionieri delle lucciole’

Giardinetti comunali seminati di preservativi, lucciole vicino alle scuole nelle ore diurne e addirittura un chiosco di bibite a disposizione dei 'clienti': l'assurda prigionia dei residenti, costretti spesso a restare in casa

Il fenomeno della prostituzione non è esploso in questi giorni. C’è sempre stato, a Roma come nella maggior parte d’Italia e del mondo. Nonostante l’argomento sia stato trattato più volte, esistono ancora oggi situazioni e contesti che impediscono alle persone di adempiere le più semplici azione quotidiane. La zona in questione è quella adiacente a Via Togliatti, e si estende fino alla Tuscolana e alla Prenestina. I residenti colpiti sono molti e le soluzioni adoperate finora, pochissime.

Ma c’è ancora qualcuno disposto a combattere questo degrado: «Almeno per una notte, abbiamo liberato un pezzo di strada a ridosso della Collatina» ammette con soddisfazione Massimo Calabrese, Presidente del Comitato Municipio Roma VII. Il Presidente, in compagnia dei residenti, dell’Assessore alle politiche sociali del IV Municipio, Francesco Filini e di Lorenza Vinzi, Consigliere del Municipio VII, ha ripercorso Venerdì scorso, le strade maggiormente colpite dalla prostituzione ‘urbana’, liberandole, solo temporaneamente, dal problema. L’Assessore Filini ha inoltre attivato una raccolta firme, per sbloccare il disegno di legge che introdurrebbe il reato di ‘prostituzione su strada’, attualmente bloccato dal Senato
 
“La situazione ha raggiunto livelli massimi – continua Calabrese - è possibile vedere i trans attendere l’autobus insieme ai ragazzi di una scuola davanti al mattatoio. I genitori che portano i figli nei giardinetti per farli giocare tornano indietro, trovando preservativi sparsi a terra nei giorni precedenti. Nell’area del mercato di Portaportese è addirittura presente un chioschetto di bibite al servizio delle lucciole e dei suoi clienti”. Da questa descrizione di Massimo Calabrese risulta difficile immaginare che si parli di una metropoli come Roma, eppure da parecchio tempo i residenti: “sono prigionieri nelle loro case, specialmente chi ha figli, impossibilitati dallo scendere per una passeggiata dall’alta probabilità di essere importunati dai trans, spesso drogati e pericolosi”.
 
Per quanto riguarda la politicizzazione del problema, Calabresi ribadisce: “Bisogna uscire dalle logiche di partito. Il problema non è né di destra, né di sinistra, ma solo dei cittadini. Per questo motivo, da Settembre prossimo, provvederemo all’organizzazione di altre manifestazioni, come quella di Venerdì, cui potranno prendere parte tutti coloro si sentano toccati dal disagio, compresi partiti, gruppi e associazioni”. 

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