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Roghi tossici, non c'è pace per Tor Sapienza: il blitz non ferma i fumi quotidiani

I residenti: "Dopo tante promesse la situazione è peggiorata"

L’ultimo blitz contro lo smaltimento illecito di rifiuti nella baraccopoli di via Salviati risale a poco più di due settimane fa. Arresti e sequestri, però, sembrano non aver sortito alcun effetto per i residenti di Tor Sapienza che continuano dover fare i conti con i roghi di immondizia. 29 gennaio, 30 gennaio, 2 febbraio. Le immagini postate dai cittadini su Facebook testimoniano un problema quotidiano. “Anche se il fenomeno si intensifica di notte, in questo quartiere non si respira in ogni momento della giornata” racconta Roberto Torre, per anni presidente del comitato di quartiere di Tor Sapienza e residente nei pressi della baraccopoli. “Ci sono diversi accampamenti informali nella zona. Diversi punti dove vengono ammassate montagne e montagne di rifiuti che poi vengono bruciati o per essere smaltiti o per ricavare materiali da rivendere”. 

E anche oggi, a pochi giorni di distanza dall’ultimo blitz, la storia si ripete. “Ci sono state avanzate promesse da tutti negli anni scorsi. Abbiamo anche parlato con l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti. Ma la situazione non è mai cambiata. Anzi, se mai è peggiorata. Via Sansoni, per esempio, dopo i lavori di risistemazione, è di nuovo chiusa al traffico per problemi alle fognature e non si sa quando riaprirà. Intanto si accumulano rifiuti che sempre più spesso vengono bruciati” la denuncia.

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“Come cittadini abbiamo anche smesso di avanzare richieste di incontro all’amministrazione di Virginia Raggi perché nessuno ci ascolta”. L’unica cosa che “continuiamo a fare è segnalare alle autorità competenti tutto quello che accade con dei messaggi di posta certificata ma con scarse risposte. E mentre respiriamo aria che contiene diossina per un valore di novanta volte superiore ai limiti di legge, è sempre più evidente che le istituzioni non sono in grado di gestire questa situazione”.

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