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Smart working al centro carni, il consigliere Bordoni: "Attività a rischio"

Scrive in una nota il consigliere della Lega: "non si parla di lavorare in modo intelligente ma semplicemente di lavorare meno, cosa che il centro produttivo non può permettersi"

Smart working per i dipendenti pubblici, e quindi anche per i lavoratori del centro carni. Scoppia la polemica. A far emergere la contraddizione è il consigliere capitolino della Lega-Salvini Premier, Davide Bordoni. "A Roma l’attività del maggiore centro produttivo di lavorazione e macellazione della carne è a rischio per la difficoltà dell’Amministrazione nel comprendere adeguatamente le mansioni e il tipo di attività in cui sono impiegati i dipendenti capitolini tanto da paventare l’introduzione del lavoro agile nella filiera con invitabili risvolti negativi sul servizio erogato".

Bordoni sottolinea che si tratta di sei unità divise su turni che si vorrebbe mettere in lavoro agile. "Come si fa a timbrare da casa sui quarti di bue o la carne appesa ai ganci? Spazzeranno con il computer dalle loro abitazioni? Gli addetti alla tracciabilità dove metteranno i certificati? In questi termini non si parla di lavorare in modo intelligente ma semplicemente di lavorare meno, cosa che il centro produttivo non può permettersi, specialmente nell’attuale contesto".

Bordoni ha così annunciato che presenterà un'interrogazione alla sindaca Virginia Raggi per avere delle risposte urgenti. "Siamo di fronte ad una lunga storia di disaffezione tra Roma Capitale e il suo Centro Carni che adesso culmina con l’ennesimo tentativo di delegittimare il lavoro svolto da un’eccellenza del nostro territorio". 

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