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Via Salviati, 15mila euro per la bonifica ma intorno al campo è pieno di rifiuti

Il comitato di quartiere sul piede di guerra. L'operazione pulizia è stata interrotta in attesa di analisi sui rifiuti rimossi. Bina, dg di Ama: "C'è un problema di repressione di tali pratiche abusive"

Via Salviati, foto scattata dal comitato giovedì 26 gennaio

Un'operazione di bonifica effettuata tra il 14 e il 20 dicembre intorno al campo Salviati, con l'impiego di denaro pubblico e forza lavoro, in risposta alle proteste dei cittadini ancora sul piede di guerra contro "lo schifo che siamo costretti a sopportare". Il risultato? Rifiuti già tornati a inquinare la zona, fondi sprecati, rabbia che monta. Ma andiamo con ordine. 

Il 9 dicembre muore Zhang Yao, 20enne cinese. Il suo corpo viene trovato nei pressi dei binari. Un treno l'ha investita mentre inseguiva chi le aveva appena rubato la borsa, a pochi metri da Salviati, residenza dei ladri. I riflettori tornano a puntare sul campo "della vergogna", su rifiuti e roghi tossici della mini "terra dei fuochi" che pesa da anni sulle spalle di Tor Sapienza. Il comitato di quartiere torna a manifestare in piazza insieme ai cittadini contro illegalità, abbandono, istituzioni assente. Quinto municipio e Comune di Roma siedono subito a un Tavolo per la sicurezza alla presenza del delegato della sindaca Raggi. Si pensa a un piano di intervento straodinario, rapido, per dare intanto delle risposte immediate, seppur parziali, mostrando di avere almeno il polso della situazione. 

La prima azione è di bonifica dell'area intorno al campo, un perimetro di marciapiede dove ogni giorno si assiste a un andirivieni di camion che scaricano puntualmente tonnellate di immondizia. E' un traffico illecito di rifiuti ben noto nella zona, che si accompagna dalla mattina alla sera a fumi alla diossina irrespirabili, sprigionati dagli incendi necessari per separare i metalli e ricavare il rame da vendere al mercato nero. Si procede con la rimozione dei rifiuti a partire dal 14 dicembre. 

Ama è a lavoro con operatori e bob cat, ma appena sei giorni dopo le grandi pulizie si interrompono. Passa Natale, arriva l'anno nuovo, trascorre più di un mese dagli impegni degli amministratori, quasi due dal ritrovamento del cadavere della giovane cinese. E in via Salviati, come un film già proiettato tante volte da conoscerne a memoria le battute, è tutto come prima. Intorno alle baracche, le foto scattate lo dimostrano, le montagne di "monnezza" sono quelle di sempre. Il cdq non molla e scrive ad Ama, al municipio, al Campidoglio, all'assessore all'Ambiente. Si chiede conto di quanto fatto e di quanto promesso.  

La risposta arriva direttamente dal nuovo dg dell'azienda, Stefano Bina. Si conferma che "l'intervento di rimozione di rifiuti urbani e ingombranti abusivamente gettati sulle vie Salviati, Sansoni e in aree limitrofe al campo nomadi ivi presente, è stato svolto dal 14 al 20 dicembre 2016" e che poi stato "temporaneamente sospeso". Il motivo? Tocca attendere i rifultati "dell'analisi di caratterizzazione (dei rifiuti, ndr) indispensabile per la corretta classificazione ed il connesso corretto smaltimento". Per effettuarla "sono state attivate le procedure di individuazione dei fornitori". Tutto nella norma e in linea con gli iter previsti. Ma nel frattempo, mentre si attende, i tir continuano a scaricare rifiuti. 

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Le immagini delle ore immediatamente successive alla bonifica, confrontate con quelle scattate nei giorni scorsi, mostrano chiaramente la differenza, costringendo lo stesso Bina ad ammettere: c'è una falla di fondo, ma non è Ama che può risolverla. "Appare evidente come sia proseguito il continuo ed ininterrotto gettito abusivo di rifiuti urbani ed ingombranti sulle medesime vie, con ciò ponendosi un problema di repressione di tali pratiche abusive". Per la bonifica però sono stati spesi dei soldi pubblici che, al di là delle analisi che verranno effettuate, agli occhi dei cittadini sono andati buttati. Un altro spreco. Quasi sedicimila euro (15.889), come testimonia il consuntivo delle spese fornito dal dg, per caricare sui mezzi 7 tonnellate di rifiuti ingombranti e 50 di indifferenziati. Oggi però, siamo punto e a capo. E la reazione dei residenti non è delle migliori.

"Ci prendono un giro" commenta a RomaToday Roberto Torre, presidente del cdq. "Questi interventi sono dei palliativi, per risolvere il problema di via Salviati va preso il coro per le corna, bisogna bloccare i camion che mollano i carichi. Levare ogni tanto un quarto dei rifiuti non serve assolutamente a nulla". Poi, con amarezza: "Ci dicessero almeno quando avremo i risultati di queste analisi. Non sanno nemmeno quello".


 

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