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Dai trasporti agli orari delle lezioni, in una lettera criticità e proposte per le scuole del V municipio

La lettera, firmata dal presidente Boccuzzi e dall'assessora Mammarella, raccoglie quanto espresso dai dirigenti scolastici di tutte le scuole del territorio nel corso di una riunione

Foto Ansa

Dal nodo dei possibili assembramenti sui trasporti pubblici all’orario di svolgimento delle lezioni fino alla percentuale di didattica in presenza. Le criticità espresse dai dirigenti scolastici degli undici istituti superiori del V municipio in merito alla riapertura delle scuole è finita in un documento inoltrato all'Ufficio scolastico regionale per il Lazio, al Prefetto di Roma e agli esponenti degli enti locali competenti in materia.

La lettera, inviata poche ore prima che il Consiglio dei ministri facesse slittare all'11 gennaio la data di apertura degli istituti superiori, porta la firma del presidente del V municipio, Giovanni Boccuzzi, e dall'assessora alle Politiche scolastiche, Maria Elena Mammarella, che il 31 dicembre scorso hanno ascoltato le criticità espresse dai dirigenti scolastici nel corso di una videoconferenza. Obiettivo della lettera, si legge, “offrire possibili soluzioni che vengano incontro all’obbligo di garantire la sicurezza e la salute della popolazione scolastica e al contempo assicurare nel miglior modo il diritto allo studio delle ragazze e dei ragazzi degli istituti superiori del Municipio Roma V”. 

I trasporti pubblici

Al primo punto il rischio di assembramenti sui trasporti pubblici. I circa 12mila studenti delle scuole del territorio, si legge nella lettera, si spostano quasi tutti sulla via Casilina e sulla via Prenestina: la prima servita dalla metro C e dai bus, la seconda da tram, bus, e ferrovia locale. “Tale situazione logistica, caratterizzata dalla presenza nel raggio di qualche chilometro di diversi stituti scolastici frequentati da migliaia di studenti, rende molto problematica un’organizzazione troppo rigida degli ingressi, soprattutto se incardinati in un orario fisso e non modulabile dai singoli istituti”, si legge nella lettera. Per questo motivo gli istituti chiedono “la possibilità di organizzare ingressi e uscite degli studenti in base a una flessibilità oraria all’interno della fascia 8-10”. Flessibilità che, inoltre, “permetterebbe alle scuole limitrofe di operare un coordinamento e concordare, oltre che l’ingresso degli studenti negli edifici scolastici, anche la loro uscita, che presenta le medesime criticità”.

Gli orari di entrata e di uscita

I dirigenti scolastici hanno poi espresso la necessità di poter ridurre in autonomia il monte orario settimanale così da rispettare la fascia di entrata e di uscita tra le 8 e le 15.30. “Questa esigenza risulta ancora più evidente per gli istituti tecnici e professionali che hanno un monte orario complessivo di 32/33 ore settimanali, ragion per cui l’orario di uscita degli studenti supererebbe di molto la fascia oraria indicata, mettendo a rischio il divieto di assembramento sui mezzi di trasporto pubblico”, si legge nella lettera. L’uscita da scuola entro le 15.30 evita infatti “il sovraccarico dei mezzi pubblici negli orari di uscita degli uffici ed attività commerciali, un orario congruo del deflusso degli alunni per il rientro a casa (soprattutto per i tecnici ed i professionali) e lo svolgimento autonomo dei compiti a casa, un minore tempo di contatto nelle aule con minor rischio di contagio, migliore gestione del personale Ata per vigilanza e sanificazione ambienti, minor consumo dei riscaldamenti”. 

Tra didattica a distanza e in presenza

All’ultimo punto ci sono infine le difficoltà organizzative legate alla definizione dell’orario scolastico e alla mancanza di spazi adeguati all’interno dei singoli istituti necessari al distanziamento fisico. A riguardo “si ritiene necessario che il passaggio dal 50 per cento al 75 per cento degli studenti contemporaneamente presenti negli edifici scolastici sia più graduale e diluito nel tempo e che si svolga nel rispetto delle peculiarità strutturali di ogni singolo istituto, almeno fino a quando ogni istituzione scolastica non avrà rimosso le criticità difficilmente risolvibili in breve tempo (gestione organico personale, rimodulazione oraria, protocolli di sicurezza, convocazioni organico covid ata, gestione accoglienza classi al 75%)”.

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