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Quarticciolo, gli attivisti preparano la protesta: "Dopo gli sgomberi resta l'emergenza abitativa"

A fine marzo sono stati sgomberati tre appartamenti, ma secondo quanto riferisce il comitato di quartiere le famiglie hanno occupato nuove case. Il consigliere Marotta (Avs) presenta un'interrogazione

Gli sgomberi del 29 marzo al Quarticciolo, che hanno visto anche alcuni momenti di tensione tra attivisti e polizia, hanno lasciato il segno. Dopo il corteo del 30 marzo, gli abitanti del quartiere pensano a nuove iniziative per non far spegnere l’attenzione sui problemi del territorio e, in particolar modo, sull’emergenza abitativa. 

“Nuove occupazioni dopo gli sgomberi”

Come spiega Pietro, attivista del comitato Quarticciolo Ribelle, gli sgomberi in via Cerignola sono stati effettuati in modo “muscolare e senza individuare prima una soluzione alternativa per le famiglie che vivevano in quelle case. E che nel giro di pochissimo tempo hanno occupato, inevitabilmente, altri appartamenti. Qual è stato il senso?  Nelle case sgomberate i sanitari sono stati sfondati a martellate, gli ingressi chiusi con lastre di alluminio, per non correre il rischio che venissero di nuovo occupate. È chiaro che si tratti di una strategia miope, portata avanti con il pretesto di ripristinare la sicurezza nel quartiere, senza affrontare quelle che sono le sue vere emergenze, a partire da quella abitativa”. Dopo lo sgombero gli attivisti hanno partecipato a incontri con il municipio V e con l’Ater, ma in entrambi i casi con risultati poco soddisfacenti: “Non hanno saputo darci risposte esaustive su quanto accaduto, per cui le responsabilità sarebbero solo della prefettura. A 24 ore dallo sgombero la situazione è tornata la stessa, eppure al Quarticciolo l’emergenza abitativa potrebbe essere affrontata, a partire dall’assegnazione delle case vuote del quartiere e dal completamento delle palazzine di via Ugento. Invece si preferiscono azioni muscolari”. 

L’interrogazione di Avs

Sul tema è intervenuto anche Claudio Marotta, capogruppo per Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale, che ha presentato un’interrogazione riguardo ai recenti sgomberi al Quarticciolo che “sarebbero stati effettuati senza mediazione di assistenti sociali e istituzioni, ma gestiti solo come questione di ordine pubblico e criminalità – spiega il consigliere -. L'obiettivo paventato a mezzo stampa sarebbe quello di colpire le basi dello spaccio dei clan criminali. Gli abitanti del quartiere denunciano che non c'è stata nessuna presa in carico dai servizi sociali, nessuna soluzione abitativa alternativa per chi viveva in quelle case. Il rischio che vediamo è che queste operazioni si limitino ad essere occasioni di propaganda e repressione che colpiscono, senza distinzione, anche persone esposte alla marginalità sociale, che nulla hanno a che vedere con le organizzazioni criminali. La condizione di emergenza abitativa a Roma è grave da anni”. Marotta sottolinea, inoltre i “ritardi insostenibili dell'amministrazione nel garantire lo scorrimento di assegnazione delle graduatorie” e il “limbo di incredibile precarietà abitativa” a cui sono costrette le famiglie che hanno occupato un alloggio e che vorrebbero regolarizzare la propria posizione. Da qui le richieste di Marotta: “Chiarezza riguardo agli sgomberi e ai criteri con cui questi vengono effettuati. Le periferie della città non siano il terreno per nuova propaganda securitaria: abbiamo bisogno di politiche pubbliche e di cura dei quartieri popolari”. 

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