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Centocelle, due non vedenti aggrediti da un automobilista: "Vi taglio la gola"

La colpa? Quella da parte della donna di aver urtato con il bastone l'auto. "Non possiamo vivere con la paura di ritorsioni. Siamo indignati e spaventati"

"Vittime dell'inciviltà nel quartiere dell'accoglienza, dove viviamo da pochi mesi". Sonia Gioia ha 36 anni e un deficit visivo che la rende "disabile della vista". Da otto mesi vive nel quartiere di Centocelle con suo marito, 41 anni e anche lui non vedente. Il 30 dicembre scorso entrambi hanno dovuto fare i conti con un'aggressione subita ad opera di un automobilista.

Un'esplosione di inciviltà, ultimo di una serie di episodi che hanno portato la coppia all'esasperazione e a denunciare l'accaduto su facebook. Già, perché se è vero che l'aggressione fisica di mercoledì scorso è un'eccezione, la regola è quella di un quartiere pieno di barriere architettoniche "dove comanda la disattenzione per i disabili", denuncia Sonia. "Macchine parcheggiate ovunque, sulle strisce pedonali, sui percorsi per disabili. Deiezioni canine sui marciapiedi, spesso sporchi quando non rotti".

Mercoledì, come detto, la situazione è esplosa nell'inciviltà dell'automobilista: "Io e mio marito stavamo attraversando via dei Platani tenendo a sinistra piazza Mirti. Un incivile ha deciso di non fermarsi sulle strisce pedonali e con il bastone ho urtato la fiancata della sua auto". E a quel punto che ha preso corpo l'aggressione: "L’uomo ha immediatamente cominciato a minacciarci di tagliarci la gola e dalle aggressioni verbali è passato ai fatti scendendo dall’auto, ha cercato di infilarmi le dita negli occhi, mi ha strappato la mascherina e non contento mi ha spinta per terra". 

A rendere più assurda e amara l'aggressione c'è la reazione dei presenti. Racconta Sonia: "Attorno a noi chi rideva, chi passeggiava indifferente e chi addirittura bloccava mio marito che cercava di chiamare i carabinieri. L’uomo è scappato ed è inutile dire che nessuno ha preso il numero di targa. Siamo poi riusciti a metterci in contatto con i carabinieri che hanno raccolto le nostre dichiarazioni, impotenti e sconcertati". Nei prossimi giorni verrà presentata denuncia. "Al momento non c'è nessuno che può accompagnarci e supportarci", spiega. 

Poi chiude: "In farmacia ho immediatamente ordinato lo spry antiviolenza e compreremo uno sfollagente. Non possiamo vivere con la paura di ritorsioni. Siamo indignati e spaventati".

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