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Primarie V municipio, Sirleto: "La priorità è la valorizzazione della cultura e della scuola"

Intervista a Francesco Sirleto, candiato presidente del V municipio alle primarie del centrosinistra

La priorità? “Valorizzare la cultura connettendola alle scuole, ma senza dimenticare problemi concreti come rifiuti e verde”. Mentre la sua candidatura si rivolge “ai delusi del Pd”, agli elettori “indecisi”. Francesco Sirleto, professore di Storia e filosofia al liceo Benedetto da Norcia, dal settembre 2020 in pensione, due volte consigliere municipale, autore di diversi libri sulla storia del territorio, è tra i candidati alle primarie del centrosinistra per la presidenza del V municipio. 

Cosa rappresenta la sua candidatura nel quadro delle primarie nel V municipio?

Ho deciso di candidarmi il 23 maggio, pochi giorni prima che terminasse il tempo a disposizione per la raccolta delle firme, perché alle primarie del V municipio erano emerse due candidature dello stesso partito, il Pd, espressione di due correnti diverse. Questo significa che gli elettori di centrosinistra delusi dal Pd e dubbiosi se andare a votare alle primarie non avrebbero trovato un candidato verso cui convogliare il proprio voto. Mi sono candidato per rappresentare un punto di coagulo per l’opinione pubblica di sinistra. 

Quali sono i temi più urgenti che dovrà affrontare il prossimo presidente di municipio?

Bisogna partire dalla valorizzazione della cultura perché, prima di affrontare problemi concreti, che comunque non devono essere trascurati, è necessario ricostituire un tessuto culturale basato sui valori della nostra Costituzione: democrazia, libertà, solidarietà. Provengo da una cultura che ha salde radici nella resistenza, nell’antifascismo e nell’antirazzismo. Sono anche un professore – anche se in pensione, professori si resta per tutta la vita – e per questo vorrei connettere il tessuto culturale alle scuole, perché la cultura va legata all’educazione. Questo, per me, sarebbe l’intervento prioritario. Ricordo inoltre che il V municipio è un territorio ricchissimo di beni archeologici ma ha anche una storia importate, che è la storia della resistenza e delle lotte per la casa. È chiaro che il presidente del municipio è tenuto a rispondere anche a problemi concreti, più appariscenti, che la gente deve affrontare quando esce di casa come le valanghe di immondizia, gli alberi non potati, le aree verdi degradate. 

A proposito di rifiuti. Anche se non è di stretta competenza del municipio, cosa dovrebbe fare, secondo lei, la prossima amministrazione municipale?

Anche se non ha competenze, il municipio può segnalare i problemi e chiedere interventi immediati ad Ama, Comune e Regione. Il problema di fondo, già messo in chiaro dal candidato sindaco che appoggio, Giovanni Caudo, non è porsi la domanda di dove mettere i rifiuti ma di cosa fare di questi rifiuti. Se in altri paesi, ma anche in altre regioni italiane, il rifiuto è concepito come una risorsa, come un materiale da riciclare, non si capisce perché a Roma è considerato solo come un qualcosa da smaltire. È sbagliata l’impostazione che, oltretutto, costa e produce conflitti tra la città e i territori delle province circostanti. Questo nodo apre un altro tema: Roma non può essere trattata come un qualunque altro comune italiano ma deve avere più poteri, come le altre capitali europee. 

Pensa che anche i municipi dovrebbero avere più poteri?

Per andare incontro alla risoluzione dei problemi, l’aumento dei poteri a Roma Capitale deve essere accompagnato da una ripresa di quel processo di decentramento interrotto alla fine della seconda consiliatura Veltroni. È necessario riprendere quel progetto, delegando maggiori poteri ai municipi così da permettergli di intervenire più efficacemente. 

Monumento naturale ex Snia, Parco di Centocelle, Parco lineare di Roma Est, le aree dell’Anello Verde. Sono solo alcuni degli spazi verdi del V municipio che i cittadini rivendicano. È un tema importante per lei?

Per me è un tema centrale. Innanzitutto va bloccata qualsiasi manovra speculativa sull’area dell’ex Snia Viscosa che deve diventare pubblica e a disposizione di tutti i cittadini. I movimenti che si battono da decenni per questo hanno tutta la mia solidarietà e per me sarebbe uno dei problemi prioritari su cui intervenire in maniera decisa. Il Parco archeologico di Centocelle è un’altra priorità: si tratta di un luogo con molte potenzialità che oggi presenta una serie di criticità ed è di difficile accesso. Va fatta chiarezza in merito ai rapporti tra Comune e Ministero della Difesa per la presenza di quella grossa struttura dell’Aeronautica militare che si trova al suo interno. Bisogna rilanciare la campagna di scavi in quanto l’area presenta un valore archeologico fondamentale. Inoltre bisogna garantire più accessi, dal momento che l’unico presente oggi è su via Casilina e ha una serie di pericoli per chi vuole entrare nel parco. Infine, la questione della persistenza degli sfasciacarrozze. 

Il V municipio è uno dei più poveri, in termini di reddito pro capite, della città. Ha in mente un piano per affrontare questa situazione?

Il municipio dispone di fondi per il sociale. Devono essere utilizzati, e meglio, per far fronte a tutta una serie di nuove povertà: non solo famiglie con anziani e minori ma giovani senza lavoro o disoccupati di una certa età. Vanno messi in campo, poi, una serie di interventi che a volte sono più efficaci dei fondi. Una strategia che vede come essenziale la collaborazione e il coordinamento di tutte quelle realtà che si muovono sul territorio, dalle associazioni al terzo settore fino alle parrocchie e alla Caritas. Inoltre il municipio deve chiedere più fondi per il sociale, non solo al Comune ma deve interessarsi anche di quanto stanziato a livello nazionale ed europeo creando un quadro organizzativo che permetta di convogliare tutte queste risorse in interventi concreti a sostegno della povertà.

L’apertura della voragine di via Zenodossio ha riportato in cima alla lista delle urgenze il dissesto idrogeologico del territorio. Ha un piano? 

È una questione storica, che riguarda tutta Roma ma coinvolge in particolare il V municipio. Per affrontarla serve un concorso di forze e di fondi non solo municipali o comunali ma anche da parte della Regione e dello Stato. Roma è la Capitale d’Italia e come tale va trattata anche per quanto riguarda il consolidamento del territorio e gli aspetti idrogeoloigici. Vanno dispiegate molteplici forze anche se è chiaro che l’ente che si trova ad affrontare il problema in prima linea è il municipio. 

Abbiamo accennato a diversi problemi. Qual è, invece, la forza del territorio?

È la cultura. Il V municipio ha dato molto alla storia di Roma, soprattutto nel XX secolo. È il territorio che più o meno equivale a quell’ottava zona del Cnl romano (Comitato nazionale di liberazione, ndr) che era composto da quartieri come Tor Pignattara, Centocelle, Alessandrino, Quarticciolo. La sua storia si conosce ben poco e, invece, dovrebbe essere diffusa. Per esempio, come si è venuto a formare a partire dall’inizio del ‘900, grazie al durissimo lavoro di operai e piccoli artigiani che spesso hanno costruito i quartieri con l’autoproduzione. Va ricordata anche la storia successiva alla seconda guerra mondiale: quella delle lotte per la casa, delle consulte popolari, dei comitati di quartiere in lotta per l’eliminazione dei borghetti. In quanto a letteratura e cinema, poi, questo territorio ha ricevuto da sempre un’attenzione particolare. Pensiamo, per esempio, a Pasolini. Questi quartieri, lontano dall’essere dei ‘dormitori’, hanno una storia e un’identità precisa importantissima. Sono aspetti da valorizzare e da tramandare alle giovani generazioni, coinvolgendo anche le scuole.

Come giudica l’operato della giunta Boccuzzi?

Non sono particolarmente critico. La giunta Boccuzzi si è trovata ad affrontare problemi senza essere attrezzata, per inesperienza, per mancanza di conoscenza del territorio. Questo si è trasformato in una sorta di blocco dello sviluppo del territorio, che ha comportato degrado. Non credo sia stata cattiva volontà. Conosco alcuni amministratori municipali e sono animati da buona volontà ma il problema è stata la mancanza di competenze e di esperienza. 

Al ballottaggio sarebbe favorevole a un accordo con il M5S?

Sono molto favorevole a un accordo con il M5S perché sono convinto, conoscendo parecchi esponenti, che anche in loro vi è la preoccupazione che il territorio venga consegnato alla destra. Il confronto va però avviato sui programmi, non solo sulla base della paura, per condividere cosa va messo in campo per governare. In sintesi, direi che sono favorevole senza se e senza ma. Non metterei condizioni. Se ci deve essere un confronto dev’essere senza pregiudizi né preclusioni.

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