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VIDEO | Parla Annamaria, sfrattata da un alloggio popolare di Villa Gordiani: “Ero pronta a morire"

L’intervista alla pensionata che la mattina di giovedì 27 settembre ha cercato di buttarsi dal balcone di casa per opporsi allo sfratto

 

“Ho pensato ‘o muoio o mi lasciano casa’. Ma alla fine non è servito, mi hanno sbattuto fuori”. Inizia così il racconto di Annamaria Di Pisa, 68 anni, 7 dei quali trascorsi in quell’alloggio popolare di viale della Venezia Giulia, a Villa Gordiani, che ha condiviso per diverso tempo con la suocera malata. Fino al giorno dello sfratto. “Sono andata a vivere con mia suocera per assisterla, da sola non ce la faceva, ed io ero ormai separata da mio marito da più di 10 anni, è un alcolista - racconta Annamaria a Roma Today -. Quando è venuta a mancare ho provato subito a mettere la residenza e a regolarizzare la mia posizione, ma me lo hanno impedito. E io non sapevo dove andare visto che allora non avevo nemmeno la pensione”.

Incontriamo Annamaria durante il corteo organizzato da Asia Usb contro gli sfratti, all'indomani di quanto accaduto a Villa Gordiani. Una piccola mobilitazione che apre di fatto il periodo di forti proteste e contestazioni per il diritto all’abitare che si terranno a Roma nelle prossime settimane: il 2 ottobre sotto il ministero alle Infrastrutture, il 10 ottobre la manifestaizone nazionale.

“Prendo 420 euro di pensione al mese - continua Di Pisa -, se non ho diritto io ad una casa popolare chi ce l’ha?”. Presa in carico dalla Sos (Sala operativa sociale del Comune di Roma), per ora si trova a condividere una camerata con altre cinque persone, in una struttura dell’VIII municipio. “Rivoglio la mia casa - conclude -, la mia vita”.

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