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Centocelle: "In bilico 'La via degli chef', approvata prima del Covid ma con il nuovo regolamento decide il Consiglio"

La denuncia della presidente della Rete d'Impresa Castani Monica Paba: "Abbiamo già preso accordi con operatori da tutta Italia. Volevamo farla per il 28 settembre". Boccuzzi: "Si farà".

Era stato organizzato per maggio 2020 ma, come tanti altri eventi, a causa della pandemia di Covid è stato rimandato a data da destinarsi. Solo che a differenza di molti eventi simili, che nel frattempo sono stati rimessi in programma per il periodo estivo, il futuro de ‘La via degli chef’ di Centocelle è incerto. “Il 26 febbraio scorso presso la sede del municipio di via Torre Annunziata si è tenuta la conferenza dei servizi sul progetto che si è conclusa con esito favorevole”, spiega Monica Paba, presidente della Rete d’impresa di via dei Castani.

“Nessuno dei tecnici presenti ha avuto qualcosa da ridire, era stato tutto pianificato nei minimi particolari. Così quest’estate ho inviato diverse pec ai competenti uffici municipali e al presidente Giovanni Boccuzzi, che ha la delega al Commercio, chiedendo di spostare la manifestazione al 28 settembre. Il tutto, naturalmente, adeguando il progetto alle disposizioni di sicurezza anti-Covid stabilite dalla Regione Lazio con la delibera 50. Mentre il presidente Boccuzzi non ci ha mai risposto, gli uffici tecnici del municipio hanno prima comunicato che era necessario attendere il via libera al Nuovo piano delle aree, poi, una volta approvato, di ripresentare tutto via pec tra i 60 e i 30 giorni prima della manifestazione. Non solo. Il parere definitivo dovrà essere dato dal Consiglio municipale. In questo modo non staremo mai nei tempi che ci siamo prefissati”.

'La via degli chef' è un progetto presentato dall'associazione culturale La Compagnia della Terra Alta in collaborazione con l'Associazione professionale dei cuochi italiani e con la Rete di Impresa Castani. Una manifestazione enogastronomica dedicata alla buona cucina con particolare attenzione alla qualità dei prodotti, alle tradizioni locali regionali ma anche alle interazioni con i piatti internazionali. Stand, lezioni di cucina, show, interviste, laboratori per bambini, presentazioni di libri, incontri informali. Il progetto viene presentato come un “percorso del gusto” lungo come i 330 metri che distanziano via dei Glicini da via delle Robinie passando per piazza dei Mirti. “Non si tratta di un semplice mercatino. Per stilare questo progetto abbiamo già preso accordi con operatori in tutta Italia e con diversi albergatori della zona per fine settembre”, spiega Paba. “Senza considerare che per redigere questo progetto abbiamo dovuto sostenere non poche spese. Planimetrie e piani della sicurezza sono stati elaborati da architetti. Era tutto pronto e, soprattutto, già approvato. Pensavo bastasse l’adeguamento alla normativa anti-Covid”.

Interpellato da Romatoday il presidente del V municipio Giovanni Boccuzzi ha affermato: “Prima di tutto voglio assicurare che ‘La via degli chef’ si farà perché è un evento che piace. Ė stato chiesto di ripresentarlo perché deve essere rivisto alla luce di quello che è accaduto nel frattempo, ovvero la pandemia di Covid 19. Ė questa la motivazione alla base della richiesta". 

Eppure la richiesta del V municipio è quella di ripresentare tutta la documentazione alla luce del Nuovo piano delle aree, approvato nel frattempo, non solo quella di adeguare il progetto già passato in conferenza dei servizi. Ai commercianti che attendevano informazioni, il 30 luglio il direttore dell’Ufficio eventi del V municipio ha infatti comunicato la necessità di attendere il Nuovo piano delle aree “prossimo all’approvazione”, che avrebbe compreso anche i criteri e le linee guida per la ‘concessione di suolo pubblico a carattere temporaneo su richiesta’.

Il provvedimento riceve il via libera pochi giorni dopo, il 4 agosto 2020, e il 25 agosto il V municipio comunica agli organizzatori de ‘La via degli chef’ le nuove disposizioni: non solo è necessario reinoltrare tutta la documentazione tecnica e il progetto via pec, tra i 60 e i 30 giorni prima, ma l’ultima parola non spetterà più agli uffici amministrativi ma a un organo politico. Si legge nel documento: “Di ogni richiesta di occupazione di suolo pubblico temporaneo relativa alle manifestazioni suindicate verrà data comunicazione al Consiglio del Municipio che, valutato l’interessa dell’iniziativa, provvederà ad eprimere un parere”. Come si legge nell’estratto del verbale di approvazione del Nuovo piano di gestione delle aree, la prima versione del provvedimento prevedeva che questo parere spettasse alla Giunta municipale ma un emendamento avanzato nel corso della discussione in Consiglio ne ha chiesto una modifica attribuendo la competenza al miniparlamento.

Spiega Boccuzzi: "Con il Nuovo piano delle aree, che regola le manifestazioni commerciali sul territorio municipale, abbiamo voluto introdurre una norma diversa per le richieste di occupazione di suolo pubblico a carattere temporaneo che vengono presentate al di fuori dei bandi. Per questo abbiamo introdotto un elemento che prima non c’era: oltre agli organi tecnici e amministrativi anche l’organo politico, il Consiglio nel quale siedono sia maggioranza sia opposizione, dà un parere sulla manifestazione, che non è un parere sul soggetto che lo presenta”.

Per Monica Paba, però, la decisione dell'amministrazione Boccuzzi è “al limite dell’anticostituzionale. Chi ha intenzione di organizzare un evento si assume dei costi preventivi per l’elaborazione del progetto e per la sua organizzazione perché sa che se rispetta tutte le normative avrà i requisiti per ottenere l’approvazione degli uffici competenti. Come lavoreremo pensando che sarà comunque possibile andare incontro a una bocciatura del Consiglio? L’occupazione di suolo pubblico deve essere valutata dagli uffici tecnici e amministrativi sulla base di determinati requisiti non dal Consiglio. Devo pensare che se una persona è antipatica a una certa forza politica il suo progetto non passerà mai? Senza contare che quel piano contiene altri elementi che come commercianti avevamo chiesto in commissione municipale di modificare come la suddivisione di via dei Castani in due aree. Ci abbiamo messo vent’anni per unirci e il Nuovo piano delle aree non tiene in considerazione questo percorso e divide in due la strada”. Anche i tempi preoccupano Paba: “Abbiamo dovuto attendere l'approvazione del Nuovo piano delle aree e ormai non ci sono più i termini per poter realizzare la manifestazione il 28 settembre. Perché in altre parti di Roma progetti simili sono già ripartiti e a Centocelle no?”.

Non solo ‘La via degli chef’. “Il 21 luglio la Rete d’Impresa Castani è stata ammessa ad un contributo di 10 mila euro per la realizzazione del ‘Festival del cioccolato e della pasticceria’ relativa al bando Reti d’impresa dei municipi V e VI di Roma, istituito dalla Camera di commercio. L’evento che dovrebbe tenersi l’8 novembre. Anche questo andrà sottoposto alla stessa procedura”.

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Paba si appella alla sindaca Virginia Raggi che il 22 luglio scorso ha incontrato in videoconferenza i commercianti romani per concordando sulla necessità di mettere in campo una serie di sinergie a sostegno dei piccoli e medi commercianti. “Stiamo attraversando un grave momento di crisi ed eventi simili possono essere un modo per vivacizzare il territorio. Si parla di Centocelle solo quando incendiano un negozio o per lo spaccio di droga mentre noi avremmo voluto dedicare uno spazio a tutte le attività sane che sono attive sul quartiere nel campo della somministrazione e della ristorazione. Raggi non dovrebbe presentarsi solo quando va a fuoco un locale o una palestra ma anche per premiare l’impegno delle persone che vivono e amano un territorio”. 

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