Centocelle Centocelle / Viale Palmiro Togliatti

Contro roghi e abbandono il grido di Roma est: "Vogliamo lo stato di emergenza"

Assemblea pubblica con i comitati dei quartieri limitrofi al parco di Centocelle. Mesi di promesse disattese e roghi tossici ormai quotidiani stanno portando all'esasperazione l'intero quadrante

Ventidue incendi in ventidue giorni. L'ultimo, gravissimo, del 7 luglio scorso che ha ridotto in cenere il canalone di viale Palmiro Togliatti, proprio davanti alla fila di sfasciacarrozze, quelli prorogati per l'ennesima volta dopo di anni di blocchi e rimpalli. Nessun ferito, ma 50 famiglie romene sono rimaste senza le loro baracche, e i residenti sono stati costretti a scendere in strada per salvare le abitazioni con delle sistole da giardino.

Che provengano dalle sterpaglie incolte o dalle baracche degli insediamenti abusivi, i roghi non danno tregua e i fumi corrono con il vento fin sotto le finestre dei residenti ormai da mesi. Nel quadrante del parco di Centocelle l'aria taglia la gola al primo respiro. E chi abita in zona chiede lo stato di emergenza.  Ieri pomeriggio un'assemblea pubblica a cui hanno partecipato comitato provenienti anche dai quartieri limitrofi di Don Bosco, Tor Pignattara, Torre Spaccata, Quadraro Vecchio. E' un'intera area di Roma a gridare aiuto dopo mesi di appelli inascoltati, soprattutto per quanto riguarda il parco. 

Dai rifiuti interrati sul lato della via Casilina con annessa ordinanza di bonifica della sindaca Raggi mai eseguita, all'insediamento abusivo che rinasce nel verde tenda dopo tenda dove si sviluppano incendi quotidiani, ai rottamatori che inquinano l'area con tanto di abusi edilizi intoccabili, alle sterpaglie mai tagliate che prendono fuoco quando i termometri superano i 30 gradi. 

Un inferno tutto concentrato in quei 120 ettari di parco archeologico di Centocelle, sulla carta protetto da un decreto ministeriale del 1995. Ma mai come in questa porzione di verde un vincolo paesaggistico fu più ignorato. Così i comitati lamentano "l'assenza totale della sindaca di Roma e di qualunque forma di prevenzione, informazione, procedure di emergenza". Ma, promettono, "ci faremo sentire da tutti, dal Campidoglio, dalla Regione, dalla Prefettura". Le mobilitazioni non mancheranno. 

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