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Parco di Centocelle, sul canalone dei rifiuti indaga la Procura

Piazzale Clodio ha aperto un fascicolo sull'immondizia interrata nell'ex tunnel Mussolini. I comitati: "Finalmente di questo scempio si occuperanno i giudici"

La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo sui rifiuti interrati nel parco di Centocelle. Lo scempio che stiamo documentando da settimane insieme ai comitati di zona, è al centro di un'inchiesta partita a seguito di due esposti presentati nei giorni scorsi a piazzale Clodio, il primo di un privato cittadino residente nelle case Ater di via di Centocelle, il secondo del consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Francesco Figliomeni.

Dell'avvio dell'inchiesta, a carico di ignoti, troviamo conferma in una determinazione dirigenziale della Polizia Locale, datata 9 febbraio, avente a oggetto il differimeno di una richiesta di accesso agli atti. Le carte sono coperte "dal segreto istruttorio, stante l'instaurazione di un procedimento penale" a riguardo. Commenta subito Roberta Ricci, del Pac Bene Comune, realtà associativa che ha seguito dal primo giorno il caso portandolo all'attenzione degli amministratori: "Finalmente di questa vergogna si occuperanno i magistrati".

Mentre scriviamo dall'ex tunnel Mussolini, lato ovest del polmone verde, l'immondizia che affiora dalle cavità sotterranee continua a sprigionare fumi alla diossina. L'aria nel quadrante è irrespirabile da un mese e mezzo. Il 1 gennaio l'inizio dell'incendio "covante" (senza fiamme e partito in condizioni di assenza di ossigeno), ancora in corso nonostante i tentativi di spegnimento dei vigili del Fuoco con un'operazione di smassamento dei rifiuti. Nei giorni successivi le continue denunce di cittadini e comitati perché sul posto intervenissero le istituzioni competenti. La settimana scorsa, finalmente, il sopralluogo della commissione Ambiente con il presidente Daniele Diaco e consiglieri Cinque Stelle del Campidoglio. 

Apprende la notizia "con soddisfazione" il consigliere Figliomeni che commenta: "Attendiamo fiduciosi gli atti istruttori che la polizia giudiziaria vorrà compiere per far cessare le condotte delittuose ma, soprattutto, auspichiamo che le varie Autorità politiche ed amministrative, da me interessate a tutti i livelli, inizino a bonificare l'area e risolvere le gravissime problematiche presenti nella vasta area verde in modo da consentirne la tranquilla e serena fruizione da parte della collettività". 

L'area per anni è stata oggetto di occupazione dei campi rom Casilino 700 e 900 e di sporadici insediamenti abusivi. Sul posto si sono alternati diversi interventi di sgombero e bonifica, ultimo in ordine di tempo nel 2015, propedeutico all'inizio dei lavori di riqualificazione dei 120 ettari di verde, fermi per fallimento della ditta appaltante. Per residenti e associazioni non ci sono dubbi: l'interramento dei rifiuti è frutto di gravi illeciti ambientali perpetrati nel tempo. Ora la palla passa ai magistrati.  


 

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