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Parco di Centocelle: tra sfasci, abusivi e lavori mai partiti

Salvo 33 ettari su 120 riconsegnati nel 2006, l'area verde vive da decenni nel più totale abbandono. Rottamatori sul lato Togliatti, abusivi sul lato Papiria, nel mezzo il nulla

Parco di Centocelle - lato via Papiria

E pensare che l'area era destinata a un comparto dello SDO. E che forse, a qualcuno, tocca rimpiangere il cemento. Salvato in extremis dal pericolo edilizio, il Parco di Centocelle è una vittoria 'mutilata'. Niente palazzoni è vero, grazie a un vincolo archeologico degli anni '80. Ma schivata la minaccia edilizia, delle promesse pattuite a tavolino vedi riqualificazione e valorizzazione dell'area, neanche l'ombra.

Non c'è stato alcun intervento su quei 120 ettari di verde tra via di Centocelle, Casilina, Togliatti e via Papiria. O almeno niente che oggi ricordi un parco bonificato. Salvo quel lotto, circa un quarto dell'intero terreno, consegnato ai cittadini con notte bianca al seguito, in pieno stile veltroniano. Era il 9 settembre 2006. 

QUEI 33 ETTARI "RIQUALIFICATI" - Taglio del nastro in pompa magna, 33 ettari di verde con 500 nuovi alberi piantumati, un percorso sterrato ciclabile e pannelli didattici per rendere fruibili le ville di epoca romana ritrovate durante scavi della Soprintendenza negli anni '90. A farci un giro oggi, è quasi desolante. 

Un prato più o meno verde con qualche albero che fa ombra al senza tetto di turno, qualche anima che porta fuori il cane, i famosi pannelli, vuoti e già deteriorati. E magari fosse tutto così: quello con ingresso da via Casilina è il fiore all'occhiello del Parco, l'unica zona dove si può passeggiare. Il resto è totalmente inagibile.  

LATO TOGLIATTI: I ROTTAMOTORI - Il lato est è terra di "sfasci": da lì non sembra smuoverli nessuno, nonostante i balletti in Comune sul tema. Un chilometro di autodemolitori che mangiano ettari di parco, oltre al marciapiede, con montagne di carcasse. Da decenni si parla di spostarli fuori dal raccordo, ma se ne parla e basta. L'Europa ha chiesto 12 anni fa la delocalizzazione, con tanto di direttiva comunitaria. Niente di fatto fuori da promesse e dichiarazioni di intenti. 

LATO PAPIRIA: GLI ABUSIVI - Girando in senso orario c'è il lato sud, forse il peggiore. Basta percorrere via Papiria in macchina e guardare le condizioni della piccola scarpata che costeggia il marciapiede per cogliere l'abbandono: pezzi di elettrodomestici, sedie rotte, mucchi di cartacce, erbacce e rifiuti d'ogni sorta, escrementi umani. Insomma, il solito quadretto degradante che la periferia conosce bene. A separare la strada dal "parco" una grata più recisa che intera. E oltre, il deserto: una distesa di terreno incolto e macchie di bosco, paradiso per gli insediamenti abusivi. 

IL BALLETTO DEI FONDI - Eppure c'erano i soldi e c'erano le leggi. Un progetto per il Parco fu approvato nel 1993. Il Consiglio comunale ne adottò il Piano Particolareggiato il 31 gennaio 2005. Il 20 ottobre 2006 la Regione Lazio ha dato l'ok e Roma Capitale mise a disposizione fondi per 4.100.000 euro. La somma è stata interamente spostata dalla giunta Alemanno con apposita delibera del 2009 su altre opere, vedi Prenestina bis, salvo un reintegro parziale nel 2010. Poi il silenzio, fino a due mesi fa, quando è uscito il bando di gara per i lavori del II Stralcio.  

IL BANDO - 2 milioni e 460 mila euro circa è l'importo dei lavori per la gara d'appalto scaduta lo scorso 19 luglio. Secondo quanto ci è stato riferito dall'Assessorato all'Ambiente sarebbe avvenuta la preassegnazione, ma i dettagli dell'opera non sono noti. E' in corso un confronto con la presidenza del V Municipio, che quanto meno sembra avere chiaro il cuore del progetto.

"Il dialogo con il Campidoglio è in corso, dobbiamo capire come sviluppare il piano di riqualificazione". A parlare è il presidente del V Municipio, Giammarco Palmieri. "Perché è vero che è un parco archeologico ed è giusto che la pianificazione vada in quel senso, ma è altrettanto importante creare un'area che sia partecipata da cittadini fin da subito, un'area viva, un luogo di socializzazione e aggregazione del quartiere". 

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E i tempi? "I lavori dovrebbero concludersi per l'inizio dell'anno prossimo" azzarda il minisindaco. Sul bando si legge: "Il termine di esecuzione è fissato in 240 giorni naturali e consecutivi, a partire dalla data di inizio lavori". Già, quella attesa da più di vent'anni.

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