Centocelle Centocelle / Via Castore Durante

Centocelle, la street art di Etnik sostiene il quartiere: 'Botanica resistente' sul muro del liceo

E' la prima attività “onlife” di ‘Uno, nessuno, Centocelle’, il progetto vincitore del bando Mibact Cultura Futuro Urbano nato dalla collaborazione tra il liceo romano, soggetto proponente, e i due partner Fusolab 2.0 e Flyer con il supporto di a.DNA, Enea, Legacoop, CooperACTiva e Ccpc

Piante e fiori che dal cemento spaccato salgono verso il cielo e si prendono l'intera facciata della sede succursale del Liceo Scientifico Statale Francesco D’Assisi. L'opera, firmata dallo street artist Etnik, si chiama ‘Botanica Resistente’, ed è la prima attvità interamente “onlife” di ‘Uno, nessuno, Centocelle’, il progettoo vincitore del bando Mibact Cultura Futuro Urbano nato dalla collaborazione tra il liceo romano, soggetto proponente, e i due partner Fusolab 2.0 e Flyer con il supporto di a.DNA, Enea, Legacoop, CooperACTiva e Ccpc. L’opera è stata realizzata sulla facciata della succursale di via Castore Durante, all’angolo con Viale Palmiro Togliatti.

“Dopo quasi un anno di stop forzato a causa della pandemia, durante il quale è stato possibile svolgere solo alcuni workshop online, le attvità sono potute riprendere gradualmente soltanto nell’ultimo mese con alcuni workshop “ibridi” online/in presenza”, si legge nella nota diffusa in merito. “Il 23 aprile scorso lo street artist Etnik, affiancato da Mirko Pierri, curatore di arte urbana per l’associazione a.DNA, ha finalmente potuto iniziare a trasformare la facciata. L’opera è stata realizzata proprio nei giorni a cavallo del 25 aprile”. 

Il titolo si riferisce al nome originario del viale Palmiro Togliatti che, fino al 1979 circa, era conosciuto come Viale della Botanica. Un riferimento diretto, dunque, alla toponomastica che caratterizza tutto il quartiere di Centocelle con le sue vie intitolate a piante, alberi e fiori.

“L’opera di Etnik si basa indubbiamente sull’antitesi insanabile tra architettura e natura: nel murale infatti i blocchi di cemento, l'asfalto e le opere artificiali soccombono agli elementi naturali, dando vita a una lenta ma graduale riconquista degli spazi sottratti alla natura”, continua la nota. “Botanica Resistente” ha però molteplici letture. “Quelle piante e quei fiori rappresentati dallo street artist italiano, conosciuto e stmato in tutto il mondo, vogliono simboleggiare anche la capacità di reazione degli abitanti di Centocelle dopo gli incendi alla Pecora Elettrica, al Baraka Bistrot e altre attività commerciali nel 2019. Più in generale, il simbolismo usato è un omaggio a chi si attiva nei propri territori a difesa dello spazio comune per la diffusione di cultura, inclusione e interazione sociale. Un sentimento che è anche il motore del progetto ‘Uno, nessuno, Centocelle’”.

Dopo cinque giorni di lavori, l’opera è terminata lasciando alcuni dettagli nascosti o con riferimenti indiretti, come le pagine bianche di libri sospesi. Sono piccole dediche volute dall’artista, che potranno essere colte solo da chi quei luoghi li ha vissuti. "Ho voluto simboleggiare una rinascita - ha spiegato Etnik - una breccia nel cemento come uno spiraglio di possibilità per superare questo lungo periodo buio. Le pagine bianche che ho inserito in un dettaglio del murale sono ancora da scrivere - ha concluso - un modo per invogliare a lasciarci alle spalle gli eventi negativi per andare avanti e scrivere una storia migliore".

L’opera è rappresentativa di angoli urbani familiari, di confine, dove tra asfalto e cemento le piante spontanee sono in perenne lotta per la sopravvivenza. “Vivere le strade per combattere l'isolamento sociale e il controllo speculativo e criminale del quartiere è necessario”, ha spiegato Mirko Pierri di a.DNA Project . “Un'opera simile può e deve supportare gli abitanti del luogo che la ospita perché raccontarne le azioni valorizza la loro costanza - ha sottolineato - che è fondamentale per la difesa e la sopravvivenza dell'identità di un territorio".

La vernice usata per la realizzazione del murale, messa a disposizione dal partner di progetto IVC - Gruppo Di Donato, è una vernice con microsfere riflettenti che contribuiscono a mantenere stabile la temperatura interna dell'edificio. In questo modo si riduce l'impatto ambientale e il consumo energetico del plesso scolastico. Si tratta della prima occasione in cui questa particolare tipologia di vernice TermoRiflex viene utilizzata per un'opera artistica murale.

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