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Centocelle, la moschea di via dei Frassini non chiude: lo ha deciso il Consiglio di Stato

I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso dell'Associazione culturale islamica contro la determina del Comune che la considerava un abuso edilizio

Una preghiera 'di protesta' nel 2016 contro la chiusura dei luoghi di culto islamici (Immagine di repertorio)

La moschea di via dei Frassini 4 a Centocelle resterà aperta. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso avanzato dall’Associazione culturale islamica in Italia contro la determinazione dirigenziale del Comune di Roma che considerava il luogo di culto un abuso edilizio. La sentenza, pubblicata il 28 aprile scorso, chiude così una vicenda iniziata nell’ottobre del 2016. L'amministrazione, si legge nel documento, chiedeva la rimozione di due abusi edilizi relativi all’immobile: una tettoia di metallo e plexiglass e la modifica della destinazione d'uso del locale di 400 metri quadrati catalogato come 'laboratorio' e passato alla destinazione di 'servizi' con la funzione di 'attrezzatura religiosa'.

La decisione aveva sollevato forti proteste da parte della comunità islamica. Prima di tutto perché considerare la destinazione religiosa un abuso edilizio aveva come risultato la chiusura del luogo di culto e poi perché tale chiusura era l’ultima di una lunga serie nel quadrante est della città. Per protesta migliaia di fedeli della comunità islamica organizzarono preghiere all’aperto, nelle strade e nelle piazze tra cui anche quella del Colosseo. “Non esiste una norma per essere a norma”, aveva spiegato in quell'occasione Francesco Tieri, al tempo portavoce del Coordinamento associazioni islamiche del Lazio, Cail. “Le sale vengono chiuse per varie contestazioni tra cui la destinazione d'uso per il culto, ma manca una normativa nazionale”. Il problema, a distanza di anni, conferma ancora oggi Tieri "è rimasto lo stesso: la normativa edilizia non regola la materia" con il risultato di mettere a rischio lo stesso articolo 19 della Costituzione italiana che sancisce che "tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa" e di "esercitarne in privato o in pubblico il culto".

E mentre il Tar aveva confermato la correttezza della decisione del Comune, la sentenza del Consiglio di Stato la ribalta e stabilisce una volta per tutte che la moschea di via dei Frassini, che tranne per l'emergenza coronavirus in attesa della sentenza finale non ha mai chiuso, può restare aperta.

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Il motivo risiede nel fatto che l’amministrazione capitolina “nulla ha precisato” in merito alle motivazioni che l’hanno portata a definire la moschea di via dei Frassini un abuso edilizio. Il Consiglio di Stato aveva infatti chiesto chiarimenti. E mentre l’amministrazione comunale non ha spiegato l'impatto che la moschea ha avuto sul quartiere tale da considerarla un abuso edilizio ("l'effettiva incisione della modifica posta in essere sul carico urbanistico della zona"), l’Associazione culturale islamica ha invece spiegato che il luogo di culto “permane da tempo” e che “la stessa amministrazione, negli anni, ha acconsentito l’attività”. Risultato: appello accolto. La moschea di via dei Frassini non chiuderà. 

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