Sabato, 19 Giugno 2021
Centocelle Centocelle / Via delle Tuberose

Metro C, stazione Centocelle: a rischio l'uscita su via delle Tuberose

Via delle Tuberose: una delle due uscite previste per la stazione Parco di Centocelle della metro C. La strada però è privata e i residenti chiedono al Comune garanzie sul piano della messa in sicurezza e della manutenzione

via delle Tuberose

Quando un'opera pubblica, pensata e avviata per rivoluzionare un'area, rischia di fare più danno che altro. Succede alla tratta Pantano Centocelle della Metro c che, a pochi mesi dall'apertura, prevista per giugno 2012 (come da cronoprogramma di Roma Metropolitane), si trova a fare i conti con problemi logistici che potrebbero seriamente comprometterne l'utilità.

Lo spezzone in questione avrebbe come capolinea in direzione Termini la stazione Parco di Centocelle con doppia uscita: una carrabile su via Casilina e una pedonale su via delle Tuberose, strada chiusa, di proprieta' privata ma aperta al pubblico transito, larga non più di 4 metri. Già, il nodo da sciogliere  riguarda proprio questa piccola strada che con l'apertura della metro si ritroverebbe ad accogliere un flusso di 400 passeggeri circa ogni 10 minuti, con annessi e connessi. Tanto per dirne uno la messa in sicurezza della via, che nel corso dei lavori, come evidenziato dagli stessi residenti, ha gia' presentato criticita' nella tenuta del manto stradale. E, non da meno, la manutenzione ordinaria. Chi ci pensera'? Evidentemente non chi ha cantierizzato l'opera, Roma Metropolitane, perché la via non e' di sua competenza. E allora a chi andranno gli oneri di gestione?

I residenti la metro la vogliono e, sul fronte necessita' dell'opera per alleggerire il traffico del quadrante, nessuno ha dubbi. Tanto che gli stessi proprietari di via delle Tuberose ne hanno proposto la cessione al Campidoglio così da essere (sperano) tutelati sul piano sicurezza e manutenzione. Che la proposta di acquisizione sia in cantiere ce lo conferma l'assessore all'ambiente del VII municipio, Alessandro Moriconi, che ha presenziato a una riunione dei vertici dello scorso 6 marzo indetta per fare il punto. Lo stesso assessore ci conferma anche come dal Comune "non sia ancora arrivato nessun segnale in tale direzione, tanto che, i residenti minacciano di ricorrere per vie legali".

Il rischio? Che si apra un contenzioso tra le parti, che i tempi diventino più biblici del solito e che la stazione della metro rimanga con una sola uscita a contenere le centinaia di passeggeri che usciranno tutti da via Casilina. Insomma, quella che dovrebbe essere una risorsa rischia di trasformarsi in un problema che, già da tempo, sta allarmando i politici locali. In molti infatti sono scettici riguardo all'apertura della stazione. In molti lo sono a prescindere che questa possa usufruire di una o due uscite. Aprire un tratto di metropolitana non completo (inteso non fino alla fermata San Giovanni) potrebbe realmente complicare le cose.

IL VERTICE - I presidenti dei territori interessati dalla tratta, Roberto Mastrantonio del VII municipio, Giammarco Palmieri del VI e Massimiliano Lorenzotti dell'VIII si sono riuniti per capire il da farsi e, a verbale, è emersa tutta la perplessità dei tre minisindaci sull'opera in cantiere. I problemi aperti infatti sono diversi: a prescindere dalla questione via delle Tuberose, "la preoccupazione è quella di capire quali siano le ripercussioni sul territorio, soprattutto quelle legate alla mobilità e al servizio che sarà erogato da ATAC per garantire il trasporto delle persone alla metro A - B e Termini", come dichiarato il presidente Mastrantonio.


Come si arriverà dalla fermata Parco Centocelle alla stazione? Con un potenziamento della linea 105 come richiesto dal presidente Lorenzotti? E i parcheggi in superficie?  Mastrantonio evidenzia il "mancato impegno assunto da Metro C sulla realizzazione di una serie di interventi compensativi, finalizzati a migliorare l’inserimento dell’opera sul territorio come il parcheggio a raso in Via Namusa" o ancora "quello di Via Partenope" nel VI municipio. Troppi problemi insomma per pensare di aprire una linea a metà, senza contare che potrebbe essere amputata di un'uscita, con tanto di possibile contenzioso legale.

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