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Metro C, la prova del nove è a Centocelle: tra caos trasporti e l'uscita che non c'è

L'uscita di via delle Tuberose resterà chiusa, colpa di di una svista degli uffici tecnici che non hanno chiesto l'esproprio della strada. E per i trasporti la paura è che si crei il caos

L'ingresso su via delle Tuberose

Caos trasporti, banchine nel degrado e una sola uscita per i viaggiatori. Tolte le cause che hanno portato al clamoroso dietrofront sulla data di apertura, la metro C al suo capolinea contava già qualche nodo da sciogliere. A cominciare dal caso di via delle Tuberose, una delle due uscite della fermata, la cui apertura al pubblico è stata rimandata sine die. Tutta colpa di una svista degli uffici tecnici che non hanno segnalato la strada al Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) in tempi utili per chiederne l’esproprio. Così, a un passo dall’apertura della metropolitana, la strada è ancora privata e la trattativa tra i condomini e il Comune viaggia su un binario morto.

ESPROPRIO - "In realtà più che un problema economico è una questione di tempi", ci spiega Antonio Pietrosanti, ex presidente della commissione metro C nel Municipio VII. Per realizzare un esproprio potrebbero essere necessari anche diversi anni. La commissione metro C ha cercato di aggirare il problema chiedendo ai condomini di unirsi in un consorzio per poter effettuare la cessione. La trattativa però si è arenata. Oltre al danno di privare i viaggiatori di un’uscita nel cuore di Centocelle - l’altra si affaccia su via Casilina - c’è poi la beffa di aver speso circa 300 mila euro per la costruzione della scalinata e la realizzazione dell’uscita. Non proprio bruscolini. 

TRASPORTI - E poi c’è la questione trasporti. Inutile girarci intorno. Al di là dei dubbi, degli entusiasmi e delle speranze sollevate in questa breve inchiesta sulla nuova metropolitana di Roma, la domanda che si fanno tutti in queste ore resta una sola: che cosa faranno i pendolari della prima tratta della metro, una volta arrivati al capolinea Parco di Centocelle? 

OLTRE IL CAPOLINEA - Chi dovrà raggiungere i quartieri più centrali avrà a disposizione sostanzialmente tre soluzioni: il 451 verso la stazione della metro A Cinecittà, o in alternativa la linea 105 e il trenino Giardinetti in direzione Termini. L’Agenzia per la mobilità ha inoltre annunciato una nuova navetta che raggiungerà la stazione fermando a Acqua Bullicante, Circonvallazione Casilina, Porta Maggiore, piazza Vittorio, con l'arrivo a piazza dei Cinquecento. Anche il 451 verrà potenziato con una frequenza di passaggio portata da 7 minuti e mezzo a sei minuti. Il Comune ha dunque messo in campo misure piuttosto importanti per evitare inconvenienti e figuracce. Basteranno? 

CRITICHE - Non tutti gli utenti la pensano così. Nel corso del nostro sopralluogo la tabella luminosa segnalava il passaggio di due autobus 451 a distanza di 4’ e 22’ minuti. Una viaggiatrice ci ha confermato che la frequenza è buona ma i disservizi non mancano. Insomma c’è più di un dubbio sulle capacità della linea di raccogliere tutti i viaggiatori scesi a Centocelle. Altri disagi potrebbero verificarsi a Cinecittà dove il rischio è quello di un sovraffollamento della linea A. "Al di là del potenziamento dei mezzi di superficie è chiaro che queste sono soluzioni di ripiego - osserva Silvio Bruno del comitato di Centocelle Storica. - Con il cambio di mezzo viene comunque a mancare il valore aggiunto di una metro che dovrebbe essere quello della rapidità. Due trasbordi, anche di pochi minuti, in un percorso di un’ora si fanno sentire". Insomma a Centocelle tutti aspettano il 2016 e guardano già a San Giovanni. 

BANCHINE - Un’altra questione da porre è relativa al decoro urbano. Il rischio è che l’apertura della linea C si trasformi nell’ennesima occasione persa per cambiare faccia alle fermate dei mezzi di superficie. A voler essere franchi però non c’è nulla che faccia pensare il contrario. Le banchine di via Casilina e viale Togliatti sono un tappeto di cartacce e bottiglie, il colpo d’occhio è deprimente. Per non parlare della pista ciclabile di viale Togliatti che versa in uno stato di totale abbandono.  

ALESSANDRINO - Le criticità riguardano anche la vicina fermata Alessandrino dove non è stato fatto nulla per agevolare i trasbordi dei viaggiatori. Le fermate della linea 105 sono pericolosamente ad un passo dalla carreggiata; le strisce pedonali sono invisibili, la segnaletica inesistente. A completare il quadro il degrado di un'area verde a ridosso della fermata. La realizzazione delle nuove stazioni non ha dunque portato ad una riqualificazione dell'arredo urbano, una pecca che abbiamo riscontrato nella maggior parte delle fermate. 

2016 - Lo sguardo dei residenti comunque è tutto rivolto al futuro. Al 2016, quando la metro C diventerà un affare anche per gli abitanti di questo quadrante. Le questioni sul piatto non mancano, dalla mancanza di parcheggi di scambio alla riqualificazione di vaste aree periferiche, vedi rottamatori e stazioni dismesse. Il futuro insomma riserva molti problemi ma anche tante opportunità. C’è poi l’altra vexata quaestio del trenino Laziali-Giardinetti il cui destino è legato a doppio filo a quello della metropolitana. Si parla da anni di mandarlo in pensione o trasformarlo in un tram leggero ma per ora resta un mezzo necessario. Insomma, di nuovo tutto rimandato al 2016. 

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