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Coronavirus, dopo il dpcm di Conte la protesta delle partite Iva parte da Centocelle

Il sit-in fa capo al neonato Movimento Unito Lavoratori Italiani

È fissata alle 18 di oggi in piazza dei Mirti, nel quartiere periferico di Centocelle a Roma, il ritrovo per la manifestazione pacifica organizzata da alcuni imprenditori e lavoratori autonomi della capitale, contro le forti limitazioni alle loro attività imposte dal D.P.C.M. di ieri.

Gestori di palestre, ristoratori, lavoratori autonomi, ma anche dipendenti privati e tutto l’indotto delle imprese che hanno visto drasticamente limitate le proprie attività dalle regole imposte dall’ultimo decreto, scendono in piazza per far sentire la propria voce e portare avanti proposte. La condizione posta dagli organizzatori è il rigoroso rispetto delle norme di distanziamento e della mascherina e la ferma intenzione di tenere fuori i facinorosi, per evitare che la violenza sposti l’attenzione rispetto alle istanze portate avanti.

Il sit-in fa capo al neonato Movimento Unito Lavoratori Italiani. "Tengo a specificare che non siamo assolutamente negazionisti, fascisti o così irresponsabili da pensare che non servano provvedimenti restrittivi; chiediamo, però, di essere ascoltati da chi ha il potere di decidere della nostra vita» spiega Davide Di Clemente, titolare di alcune palestre e locali, promotore della manifestazione "Ci siamo autodefiniti M.U.L.I., come i muli, perché siamo quelli che lavorano a testa bassa e tirano avanti sempre. Quella di oggi sarà la prima di una serie di manifestazioni che vogliamo fare ogni giorno in una piazza diversa, finché non saremo ascoltati: vogliamo la garanzia che potremo riaprire, una volta che le attività riprenderanno. Sappiamo già che molti saranno in difficoltà, se non verranno messe in campo concrete misure di sostegno. Non solo imprenditori, ma anche lavoratori, fornitori, tutto quello che ruota attorno alle nostre imprese. Quello che chiediamo non è un ristoro per il mancato incasso, ma provvedimenti veri e reali per pagare i nostri dipendenti, per sospendere tasse e F24 e per una moratoria su mutui e affitti. Insomma, se non possiamo lavorare, diventa necessario che ci mettano nelle condizioni di non avere spese, soprattutto quelle che dipendono direttamente dallo Stato, come le tasse, che gravano sempre sui soliti".

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