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Una delle immagini dell'area scattate dai residenti

Una delle immagini dell'area scattate dai residenti

Centocelle, il Borgo dei Salesiani cambia volto: al posto delle piscine in disuso in arrivo un impianto termale

L'ente religioso ha ceduto a un imprenditore privato un'area di 18.500 metri quadrati. Il progetto: "Vasche con acqua calda per il relax di famiglie e bambini"

Il Borgo Ragazzi Don Bosco di Centocelle, nato negli anni Cinquanta per volere dei Salesiani con lo scopo di dare un’educazione a giovani indigenti nell’Italia del Dopoguerra, sta per cambiare fisionomia. Nell’area delle piscine e dei relativi spogliatoi, dismessi ormai da qualche anno, nei prossimi mesi arriverà un impianto termale con zone sportive, pensato su misura di famiglia con bambini piccoli, dai 2 ai 6 anni. I lavori sono partiti ormai da qualche mese e il progetto non ha mancato di sollevare le proteste di alcuni residenti di via Castore Durante che vivono nei palazzi che si affacciano sulla strada che porta al nuovo accesso all’area, un cancello al termine della strada che fino a oggi è stato utilizzato solo in caso di emergenza per l’accesso di mezzi di soccorso.

La preoccupazione dei cittadini di Centocelle si è concentrata anche sul destino dell’area verde, un bosco di eucalipti, che sorge tra l’area delle piscine e il Forte Prenestino, dal lato dove passerà l'entrata per raggiungere l'impianto. Un’attenzione che ha portato anche alla convocazione di una commissione Trasparenza del V municipio che si è tenuta venerdì 7 agosto alla presenza del responsabile degli uffici tecnici municipali preposti al controllo dei progetti urbanistici. Dalla seduta è emerso però che nel corso di una serie di sopralluoghi effettuati nei mesi scorsi non è stata riscontrata alcuna anomalia né nelle autorizzazioni né per il taglio degli alberi.

Il motivo di tanta attenzione è da ricercarsi anche nella storia del luogo. Siamo in un’area di circa 55 mila metri quadrati, in capo ai Salesiani da oltre sessant’anni per attività sociali e religiose. Un pezzo di storia del quartiere. L’ente ecclesiastico l’ha utilizzata fin dagli anni ’50 ma ne è diventato effettivamente proprietario solo nel 1998, anno in cui è stato registrato l’atto di vendita del ’91 stipulato con il Demanio dello Stato, precedente proprietario. Sulla vendita pendeva il divieto di alienazione per 15 anni e il vincolo per 20 anni a utilizzarla per “attività educative, assistenziali e religiose”.

Nel 2015 il vincolo è scaduto e in quella data i Salesiani, riscontrando “difficoltà finanziarie” e l’impossibilità di recuperare gli impianti sportivi in disuso, ha deciso di vendere le vecchie piscine, gli spogliatoi e l’appezzamento di terreno adiacente. Si tratta di un’area di circa 18.500 metri quadrati dalla quale vi si può accedere sia da via Prenestina Vecchia, sul lato dove ancora oggi è attivo l’istituto salesiano con un centro di formazione professionale, un oratorio, una casa famiglia e un centro sportivo per ragazzi, sia da via Castore Durante. Il primo passo verso la vendita è stato formalizzato nel 2017 con un contratto che prevedeva la formula ‘rent to buy’, godimento immediato del bene dietro pagamento di un affitto con conseguente impegno all’acquisto.

Ma in che cosa consiste il progetto? Così come spiegato a Romatoday dalla società che lo sta realizzando, la Faraone spa, l’impianto si chiamerà ‘Thermarium Faraone’. Verranno restaurate le due piscine di cemento armato già esistenti che verranno integrate con una ‘Isola Termale’, una struttura amovibile formata da 14 piscine, per un totale di 600 metri quadrati. Non si tratta né una piscina tradizionale né una spa. “La temperatura dell’acqua non sarà di 24-26 gradi come per le piscine sportive ma di 37-38 gradi”, spiega Alessandro Faraone. “Il caldo, così come sosteneva Ippocrate, è un elemento di cura, un antidolorifico naturale per chi ha subito traumi ed è un potente vasodilatatore. Non si tratterà di piscine per lo sport agonistico ma per il relax”.

Ci saranno poi piccole zone sportive nelle quali “l’attività fisica non sarà competitiva ma riflessiva sull’individuo. Aree per esercizi di rilassamento con percorsi salute come in un bosco al di fuori della città”. Faraone spiega inoltre che “gli arredi saranno realizzati con materiali naturali, per lo più con il legno, e per le copertura verranno utilizzate tendostrutture sostenute da eleganti pergole costituite da travi in legno lamellare. Coperture speciali per grandi superfici”, precisa. “Aria, legno, acciaio si legano a un manto in materiale plastico trasparente di altissima qualità che ci consentirà di coprire (e scoprire, quando occorre) praticamente tutti gli ambienti che vogliamo”.

Verrà utilizzata anche l’energia solare. “Il riscaldamento dell’acqua sarà in gran parte realizzato in termico-solare con pannelli posizionati come copertura, parte integrante dell’Isola Termale, e tutto il sistema di pompaggio avverrà attraverso centraline elettroniche che regolano le temperature che ovviamente variano in funzione delle stagioni ed evenienze meteoriche e flussi mediante pompe inverter a bassissimo consumo energetico. Il nostro progetto vuole solo recuperare spazi in disuso”. In quanto ai tempi: “Siamo stati fermi sei mesi a causa del Covid ma speriamo di poter aprire almeno una parte entro la fine dell’anno, mentre per le piscine più grandi bisognerà attendere qualche mese in più”.

L’accordo per l’acquisto definitivo non è ancora stato firmato. “Abbiamo stipulato un contratto ‘rent to buy’ così da poter avere pieno godimento del bene e poter avanzare una richiesta di finanziamento a tasso zero a Invitalia. Il finanziamento ci è stato accordato e ora il compromesso è in via di definizione”, spiega. “Preciso che per noi è un’area come un’altra: per realizzare il nostro progetto avevamo chiesto se c’era la possibilità di avere in concessione delle aree comunali, come quella dell’ex campo da calcio di Villa Gordiani, ma ci è stato detto che non era possibile”.

Il progetto non è passato inosservato tra alcuni residenti delle palazzine dell'ultimo tratto di via Castore Durante, strada che termina proprio al cancello al civico 88 che sarà l'ingresso della nuova struttura. “Via Durante è una strada pubblica solo fino alla traversa di via Pirotta ma nell'ultimo tratto, quello dove affacciano i nostri palazzi, è una strada privata con servitù di pubblico passaggio che termina proprio su quel cancello”, racconta una residente che preferisce restare anonima. “Nel documento che ci è stato rilasciato dalla conservatoria comunale c'è esplicitamente scritto che questo tratto non rientra nelle strade in capo al municipio. Questo significa che la cura e la manutenzione spetta a noi. Di chi è la responsabilità se qualcuno si fa male in questo tratto di strada? Quel cancello è sempre servito all'area dei salesiani solo come accesso di emergenza per i mezzi di soccorso, soprattutto per i frequenti incendi estivi. Invece in questi mesi abbiamo dovuto sopportare numerosi disagi dovuti al transito di betoniere e gru fin dalle prime ore del mattino. A marzo abbiamo avanzato agli uffici municipali una richiesta di accesso agli atti per capire come e quando è stato attribuito il numero civico a quel cancello ma non ci hanno ancora risposto. Chiediamo che l’ingresso per la struttura resti su via Prenestina Vecchia”.

Nei mesi scorsi l’area verde adiacente al futuro impianto sportivo è stata anche oggetto di diversi controlli da parte dei carabinieri e della polizia locale. “Ho richiesto che venissero effettuati sopralluoghi perché mi è stato segnalato da alcuni residenti che era in corso il taglio degli alberi in un’area verde boschiva riconosciuta come tale anche dal Piano territoriale paesistico regionale”, spiega a Romatoday l’assessore all’Ambiente del V municipio, Dario Pulcini. Nel corso della commissione Trasparenza che si è tenuta venerdì 7 agosto sul tema, però, è emerso che dai controlli non sono state riscontrate anomalie. Il responsabile dell'ufficio tecnico comunale che ha effettuato il sopralluogo a luglio e che è stato incaricato dalla polizia locale di scrivere il verbale, pur annunciando ulteriori approfondimenti, ha affermato di non aver riscontrato criticità. Pulcini a Romatoday, però, denuncia: “Come assessore non so nulla di questo progetto. Ho avanzato richiesta di accesso agli atti al dipartimento municipale competente ma non ho ottenuto risposta”.

Interpellato in merito alle contestazioni dei residenti Faraone ha spiegato: “Quel cancello esiste da molto tempo, abbiamo diritto a passare. L’ingresso in auto all’area avverrà dal civico 88 di via Castore Durante e all’interno per gli utenti ci sarà la possibilità di parcheggiare. Tutte le autorizzazioni sono in regola. Non cambieremo nemmeno la destinazione d’uso dell’area che è ‘impianti sportivi’ (D6, impianti sportivi con fini di lucro, ndr). Saranno solo impianti migliori dal punto di vista tecnologico”. In quanto agli interventi sull’area verde: “I bobcat che hanno visto i residenti non hanno toccato nemmeno un albero, abbiamo solo ripulito la giungla che si era venuta a creare a terra. Il nostro vuole essere un progetto green”.

Della questione si sta interessando anche la Libera assemblea di Centocelle: “Ci interessa il destino di tutte le aree verdi del territorio visto che in questo quartiere siamo al di sotto delle medie nazionali in quanto a fruibilità di spazi simili. In quanto alla vendita non possiamo non constatare che un’area che è stata venduta dal Demanio a un ente religioso con uno scopo sociale, pur essendo rimasta la destinazione sportiva, negli anni è diventata privata e a scopo di lucro”.

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