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Forte Renegade, tra arte e moto custom Alberto e Silvia scelgono Centocelle

Un nuovo pub nel quartiere candidato ad attrarre la movida di Roma est. Prodotti calabresi, birre artigianali e pezzi di vita vissuta tra l'amore per i motori e quello per la pittura

Per lui una vecchia passione per le moto custom, per lei un angolo dedicato alla pittura dove artisti emergenti a caccia di pareti hanno la possibilità di farsi conoscere. Alberto e Silvia, cinquantenni romani, gestiscono da cinque mesi il Forte Renegade, locale di via delle Acacie nato nel solco di quella che per Centocelle è davvero una rinascita. Il quartiere è pronto a spiccare il volo, al pari forse del vicino Pigneto, ormai già da un paio d'anni. E i gestori, consapevoli che "siamo come a San Lorenzo 20 anni fa", ne hanno voluto (e saputo) approfittare. 

"Abbiamo capito che è una zona che sta crescendo molto. Noi siamo di Centocelle anche se al momento viviamo fuori - racconta Alberto - La differenza rispetto a 10 anni fa è enorme". Prima c'erano solo un paio di vecchie osterie. Ora pub e ristoranti alla moda spuntano come funghi, e al Forte Renegade si tenta un'operazione di diversificazione dallo standard. Sembra una birreria come tante, ma già negli arredi cupi e un po' dark si può cogliere la marcia in più. Colpisce l'angolo "dell'arte", piccolo spazio all'aperto dove Silvia, pittrice a tempo perso, dà vita alle sue creazioni, astratte e coloratissime, in presa diretta. 

"Ci hanno già contattato diversi artisti per chiedere di poter mettere in vendita quadri e sculture ci piacerebbe un giorno anche raccogliere delle vecchie foto di Centocelle e metterle in esposizione". Nel mentre gli avventori assaggiano insaccati e peperoncini calabresi, i prodotti di punta del locale, accompagnati da birre artigianli di ogni tipo. "Una delle mie sorelle abita in Calabria - ci spiega Alberto - ma abbiamo pensato di proporli semplicemente perché sono molto buoni". E comunque il menù è vario e non mancano proposte più "modaiole". "Abbiamo anche birre gluten free e succhi biologici". I prezzi restano bassi, in linea con la concorrenza e con il tenore di vita di un quartiere ancora popolare. Un bilancio dei primi mesi? 

"Non ci lamentiamo, era inverno e non potevamo aspettarci chissà cosa". I clienti vengono da fuori. "Ancora a Centocelle non ci conoscono molto. E' più facile che arrivino persone da Magliana o da Ponte di Nona, magari tramite Facebook e il passaparola". Per Alberto e Silvia è la prima esperienza nella ristorazione. Lui ha avuto mille impieghi: agente immobiliare, import export di prodotti informatici, si è occupato di risanamento aziendale all'estero, da ragazzo i genitori avevano un supermercato. Lei in un bar ci ha lavorato da ragazza. E' nato in quell'occasione il nome del locale. "Quando andavo a prenderla con la moto - ricorda Alberto un po' nostalgico - si sentiva da lontano il rumore degli scarichi aperti, i colleghi dicevano sempre 'ecco è arrivato Renegade"

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