Centocelle Quadraro / Via di Centocelle

Parco di Centocelle, cittadini in Procura: "Si indaghi su illeciti di Roma Capitale"

Sei pagine di esposto firmato dal comitato Pac libero. Dall'immondizia nella cave di tufo alla bonifica mai eseguita, alla proroga concessa agli autodemolitori

Mettici il muro di sfasci sulla Palmiro Togliatti, i rifiuti interrati nell'ex tunnel Mussolini, le baracche abusive e una distesa di sterpaglie incolte. Immaginarlo non è difficile: il parco archeologico di Centocelle, se dovesse scoppiare un incendio di grosse dimensioni, è una bomba a orologeria. E con il pensiero al disastro di fuoco che ha messo in ginocchio la pineta di Castel Fusano, i cittadini di Torre Spaccata, Quadraro, Tor Pignattara - assenti gli enti locali - si rivolgono ai magistrati.  

Questa mattina l'esposto alla Procura di Roma. Sei pagine di denuncia dettagliatissima sulle condizioni vergognose in cui versa l'area verde. Centoventisei ettari sottoposti a vincolo paesaggistico (con decreto ministeriale del '95), violentati in ogni modo possibile: con l'immondizia sotterrata nelle cave di tufo, gli insediamenti rom nascosti dall'erba incolta, le lamiere dei rottamatori mai spostati, le spianate di cemento abusivo. E da qualche settimana, contestualmente all'emergenza incendi in città, con focolai continui che scoppiano dentro e fuori dal recinto del parco. 

I perché della denuncia

Nell'esposto si racconta la storia del luogo, nato ufficialmente nel 2003 per innalzare la quantità di verde procapite del quartiere (allora sotto gli standard previsti dalle normative), aperto solo per un terzo della sua superficie con unici due accessi da via Casilina, abbandonato nonostante la presenza di due ville romane antiche mai valorizzate. 

Si parte dal 2 gennaio quando l'ex tunnel Mussolini, invaso di rifiuti interrati, ha iniziato a fumare appestando per chilometri la zona. E si arriva al 24 febbraio quando, 45 giorni dopo, l'incendio covante (senza fiamme) è stato definitivamente spento smassando il terreno, ma senza ottemperare alla bonifica richiesta dalla sindaca Raggi con apposita ordinanza.

Ancora dalla diffusione delle analisi dell'Arpa sulla falda acquifera dei pozzi (che ha rilevato contaminazioni), alla proroga concessa dall'amministrazione agli autodemolitori, presenti da sempre sul lato di viale Palmiro Togliatti, nonostante i vincoli ministeriali. Si approfitta poi per ricordare ai magistrati il blocco dei lavori del II stralcio, quelli per i quali vennero stanziati 394mila euro, fermati nel 2015 dopo pochi mesi in seguito al fallimento della ditta operante.

Un elenco che tra eventi passati e presenti compone un quadro grave sul quale è richiesto un intervento almeno della magistratura, con il dito puntato contro il Comune di Roma, accusato dai cittadini di illeciti e inadempienze. 
 

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