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Centocelle, il declino del parco archeologico tra aree off limits e ingressi sbarrati

La lunga denuncia di un lettore che ricorda le pessime condizioni in cui versa il polmone verde: "Dalla nuova amministrazione ci aspettiamo un cambio di rotta"

Ci mancava la chiusura dell'ingresso carrabile in via Casilina per completare l'opera di un parco senza vita. Centoventi ettari nell'area est della Capitale, con tanto di ritrovamenti archeologici di comprovato valore storico, lasciati a morire. E' il parco di Centocelle, emblema da tempo di incuria, abbandono e malgestione.

Un cantiere mai completato e gli sfasciacarrozze mai trasferiti che ancora occupano il lato orientale del parco sono ormai storia nota. Ora, dal 1 luglio, si è aggiunto l'accesso sull'arteria Casilina sbarrato da blocchi di cemento "per ragioni di sicurezza". E quella sensazione dei residenti di essere tagliati fuori dal "loro" polmone verde. 

"E' incredibile come un parco di tale importanza, oggetto di un concorso internazionale per la sua progettazione versi in un profondo stato di degrado e abbandono da parte del Dipartimento Ambiente". Armando T., lettore di Romatoday, mette nero su bianco tutto il suo rammarico per le condizioni generali del parco, insieme al disappunto per la chiusura dell'ingresso. 

"Come mai solo ora si evidenzia la mancanza di sicurezza di quell'accesso? Ricordiamo che nella estate 2014 nel Parco si è svolto il Roma Vintage Festival su una superfice occupata di circa 80.000 mq, suddivisa in due aree: zona Village e zona concerti ed eventi, che ha visto la partecipazione di circa 360.000 visitatori (fonte RomaVintage) e che è durato dal 1° luglio fino al 13 settembre 2014. 

Quindi da quel varco saranno passati decine e decine di camion per allestire e smontare gli stand e i servizi di supporto, migliaia di auto per usufruire del parcheggio e come abbiamo visto, circa 360.000 visitatori. All'epoca quel passo carrabile dava sufficienti garanzie di sicurezza. Poi cosa è successo per non esserlo più?

E non crediamo che gli organizzatori abbiano usufruito dell'ingresso al Parco posto in via Casilina 730, quello sì pericoloso e stretto tanto che i mezzi dei vigili del fuoco che sono intervenuti in questi giorni per spegnere gli incendi hanno fatto elaborate manovre di ingresso che hanno ritardato il proprio operato. Incendi, che con quello del 30 agosto sono a quota tre, che hanno arrecato parecchi danni al Parco rendendo l'area ancora più degradata aumentando quel senso di abbandono che ormai è pesantemente presente".

Poi ancora, si sfoga: come cittadini "siamo profondamente insoddisfatti di questa gestione. Per prima cosa chiediamo che il passo carraio posto in via Casilina 712 sia messo in sicurezza e riaperto al più presto: il Parco ha bisogno dei cittadini per vivere". E in parallelo che "si apra un tavolo di lavoro presso l'Assessorato all'Ambiente del Comune di Roma tra i diversi soggetti che hanno responsabilità su quell'area, municipio compreso, finché si punti al rilancio di questa fondamentale area verde di Roma".

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