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Martedì, 25 Giugno 2024
Centocelle Centocelle / Via dei Castani, 251

Ciro vs Alì Babà: a Centocelle (sulla stessa via) la disfida del kebab

I due "re del kebab" della Capitale da qualche mese si trovano sulla stessa strada. Duello aperto: i romani chi preferiranno?

Via dei Castani 251/A - Via dei Castani 238/A. Tredici numeri civici di distanza, precisamente un minuto a piedi. E' il tragitto che separa Ciro e Alì Babà, i due "re del kebab" di Roma che, da qualche mese, si trovano sulla stessa via. Siamo nel quartiere Centocelle che da 20 anni è la casa di Ciro Kebab. Un dettaglio non trascurabile che, a quanto pare, non ha intimorito l'altro colosso del kebab romano, noto per il suo grande store in zona Arco di Travertino. Abituati a vedere sempre più spesso a Roma gelaterie, pizzerie, negozi di abbigliamento, parrucchieri che aprono uno affianco all'altro, questa vicinanza tra due kebabbari non dovrebbe stupirci, se non fosse che qui stiamo parlando dei 2 sovrani del kebab della Capitale.

Ciro e la sua Centocelle

Da un lato c'è Ciro, come Ciro Il Grande, re di Persia, che a Centocelle ha aperto il suo primo kebab nel 2004. Negli anni i negozi sono diventati 2, 3, 4, fino a 7 nel 2020, quando l'imprenditore ha aperto l'ultimo (almeno per il momento) punto vendita in viale Palmiro Togliatti (zona Don Bosco). Nel 2021 Ciro ha aperto anche un barber shop, sempre a Centocelle, con quel logo inconfondibile: la caricatura del suo viso. In zona tutti lo salutano "ciao amico!", "ciao fratello!" e per molti il kebab non si mangia altrove: tradirlo sarebbe un sacrilegio.

Ciro è arrivato a Roma da quella parte del Kurdistan appartenente alla Turchia, dove si parla una lingua antica detta "zaza". Tempo fa, in un'intervista a RomaToday, aveva raccontato di essersi subito sentito accolto in Italia. Ciro è uno che ci ha messo la faccia (non solo nel logo), ma iniziando tutto dai rapporti umani. Tutti, non solo a Centocelle, lo conoscono personalmente, non come un'insegna, ma come un signore distinto, spesso presente nei suoi locali, con un sorriso e un felafel pronto da offrire. Ogni mattina la sveglia suona presto per lui e i suoi collaboratori, c'è chi si occupa del pane, chi prepara le verdure, chi i fritti, chi il banco, chi mette la carne. Il pane viene fatto almeno due volte al giorno, sia panino che piadina, perché deve essere sempre fresco. Prima delle undici si prepara tutto, poi inizia la giornata a contatto con il pubblico.

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Alì Babà da Arco di Travertino a via dei Castani

Alì Babà, come il protagonista della famosa storia che lo vede accanto ai 40 ladroni, è invece per tutti il "kebabbaro" di Arco di Travertino. Tappa fissa di molti prima di fare serata, ma molto più spesso dopo. Un locale ampio dove mangiare il vero kebab siriano: pollo, manzo o misto, rigorosamente tagliato a mano, servito nella piadina, con condimenti a volontà e salse a scelta tra bianca, piccante, harissa,crema d’aglio e tahina.

Alì Babà anche è arrivato a Roma circa 30 anni fa, dalla Siria però. L'inizio in un chiosco a Testaccio nel 1998 a servire panini di fronte alla discoteca "Caruso", poi l'apertura di un piccolo negozio ad Arco di Travertino che nel 2005 si è ampliato raggiungendo gli spazi che tutti conosciamo oggi. Un progetto che Alì ha portato avanti insieme al fratello, con l'obiettivo di raccontare un aspetto della tradizione siriana. Idea che è subito stata apprezzata dai romani: le file lunghissime da Alì Babà non sono di certo una novità, tra un sorriso e una battuta fatta dai ragazzi dietro al bancone. E sono in molti a riconoscere quello di Alì Babà come il più buono kebab di Roma. Attualmente Alì Babà conta 3 punti vendita nella Capitale, ad Arco di Travertino, sulla Tuscolana e ora a Centocelle. 

Due strade lunghe e di successo, che per anni non si sono mai incrociate. Ora, però, solo pochi metri dividono Ciro e Alì. Per i romani qual è il vero e unico re del kebab di Roma? In guardia! La disfida in via dei Castani è aperta.

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